Il primo focolaio documentato di sifilide in Europa risale all'inizio del XVI secolo, tuttavia la storia di questo patogeno, il Treponema pallidum, è molto più antica. Recenti scoperte archeologiche in Colombia hanno rivelato uno scheletro dal 5.500 anni fa, dal quale è stato estratto il DNA di un ceppo di Treponema pallidum denominato TE1-3. Questo ceppo, anche se non presente nelle popolazioni umane attuali, appartiene a una linea evolutiva antica, separata da altre varianti del Treponema pallidum da tempo. Si ritiene che TE1-3 si sia distaccato prima di altre sottospecie responsabili delle malattie come la sifilide, il yaws, l'bejel e la pinta, che si sono diffuse a livello globale.
Questa scoperta offre una nuova prospettiva sulla diffusione delle malattie treponemiche nel tempo. La ricerca condotta dal genomista evolutivo Davide Bozzi ha retrodatato le evidenze delle malattie treponemiche di circa 3.000 anni, suggerendo che l'origine della sifilide potrebbe risalire alle Americhe piuttosto che a Europa. Questa scoperta si inserisce in un contesto di crescenti prove genetiche provenienti da altre regioni del Sud e Centro America. Le evidenze genetiche, unitamente alla ricerca sulla sifilide, forniscono nuove prospettive sulle origini e evoluzione delle malattie treponemiche.
Queste scoperte hanno potenzialmente importanti implicazioni per la comprensione della diffusione e dell'evoluzione di queste patologie nel tempo.
Fonte originale Origini storiche della sifilide e del Treponema pallidum Il primo focolaio documentato di sifilide in Europa risale all’inizio del XVI secolo. Tuttavi...
