Non stiamo esagerando, ma i numeri parlano chiaro. In Italia, quasi 20.000 morti per cancro ogni anno potrebbero essere evitati se riducessimo il consumo di bevande alcoliche. Tuttavia, tra tutti i fattori di rischio oncologico, l'alcool resta quello più sottovalutato e quasi rimosso dalla percezione collettiva. Da millenni lo beviamo a tavola, accompagniamolo alle nostre feste e ai nostri brindisi, facendolo parte della nostra cultura.
Tuttavia, questo non lo rende innocuo. Non solo il fegato: quando si parla di danni da alcool, il pensiero corre subito alla cirrosi epatica. Ma l'elenco dei tumori per cui l'etanolo è un fattore di rischio riconosciuto è molto più lungo. L'alcool è fortemente associato ai tumori del cavo orale, della faringe, della laringe e dell'esofago, spiega Carlo La Vecchia, epidemiologo dell'Università degli Studi di Milano e già capo del Dipartimento di Epidemiologia dell'Istituto Mario Negri.
A questi si aggiungono i tumori dello stomaco, del colon-retto, del fegato, della colecisti, del pancreas e, sorprendentemente per molti, del seno. L'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) classifica l'alcool come cancrogeno di gruppo 1, lo stesso di sigaretta e amianto: sostanze per cui esistono prove scientifiche sufficienti della loro associazione a tali tumori. Questa classificazione non solo conferma quanto già sappiamo, ma ci insegna che l'alcool è un fattore di rischio significativo per molte forme di cancro. L'importanza di questa questione è evidente anche nelle cifre: se il consumo di alcol potesse evitare 20.000 decessi ogni anno, si tratta di un numero che non può essere ignorato.
Inoltre, l'alcool non è solo associato a tumori del sistema digerente; i suoi effetti possono anche coinvolgere sistemi organici diversi. Per comprendere meglio il pericolo dell'alcol e come ridurlo, è importante considerare alcuni limiti. Non tutti gli individui rispondono allo stesso modo all'alcool: la quantità di alcol necessaria per causare danni può variare a seconda della persona. Alcuni possiedono una metabolizzazione più rapida o un sistema immunitario più robusto, che possono limitare i potenziali rischi.
Infine, è importante ricordare che il miglior modo per ridurre questi rischi è semplicemente riducendo l'uso di alcol. Questa può essere fatta attraverso la prevenzione, come ad esempio evitando le bevande alcoliche durante i pasti o limitando il consumo a giorni alternati. Inoltre, un atteggiamento responsabile nei confronti dell'alcool e una conoscenza attiva dei propri rischi possono far sì che l'uso di alcol diventi meno pericoloso. Risparmiamo vite, allora, evitando questi potenziali danni.
La scienza ci dimostra chiaramente quanto sia importante tenere conto della contaminazione da alcool nei nostri stili di vita e nelle nostre abitudini alimentari.
Fonte originale Non stiamo esagerando. Non è terrorismo sanitario. Sono numeri, dati, evidenze scientifiche accumulate in decenni di ricerca. In Italia quasi 20.000 d...
