Mamme Antifasciste Leoncavallo: esclusione dal bando per nuova sede

Pubblicato: 21/01/2026, 16:37:442 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Cronaca
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Mamme Antifasciste Leoncavallo: esclusione dal bando per nuova sede

L'associazione Mamme antifasciste del Leoncavallo è stata esclusa dal bando comunale per l'assegnazione dello stabile di via San Dionigi, destinato a diventare la nuova sede del centro sociale dopo lo sgombero dalla storica sede di via Watteau avvenuto lo scorso agosto. La decisione del Comune di Milano ha suscitato reazioni e interrogativi, con l'associazione che si ritrova ora senza una collocazione dopo aver manifestato interesse per la struttura.

Procedura di selezione e esclusione

Il 5 dicembre scorso, il Comune di Milano ha ricevuto quattro manifestazioni di interesse per lo stabile di via San Dionigi, tra cui quella delle Mamme antifasciste del Leoncavallo, come risulta dalla determina dirigenziale. Successivamente, l'amministrazione comunale ha richiesto integrazioni documentali a due dei partecipanti per proseguire nell'iter di selezione. Tuttavia, dalle Mamme antifasciste del Leoncavallo non è pervenuta alcuna risposta in merito a tali richieste. Di conseguenza, la determina ha preso atto dell'ammissione di tre partecipanti all'analisi delle proposte progettuali da parte della Commissione tecnica di valutazione, contestualmente escludendo le Mamme antifasciste del Leoncavallo dalla procedura di indagine esplorativa per i centri sociali autogestiti.

Critiche e reazioni politiche

La vicenda ha sollevato critiche da parte di esponenti politici. Samuele Piscina, consigliere comunale di Milano e segretario provinciale della Lega, e Silvia Sardone, europarlamentare, consigliera comunale di Milano e vicesegretaria federale della Lega, hanno commentato la situazione in una nota congiunta, affermando che "in sostanza, si sono autoesclusi". Tuttavia, i due esponenti politici hanno anche espresso preoccupazione riguardo alla gestione della procedura da parte del Comune, ponendo interrogativi su come sia stato possibile permettere la partecipazione di determinate realtà. La loro posizione sottolinea un dibattito più ampio sulla gestione degli spazi pubblici e sul ruolo delle associazioni nella vita cittadina.

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