Abbiamo fatto la storia, ce ne renderemo conto tra vent’anni”, dice l'attaccante del Mestre che ha appena segnato al Gabon la prima rete di sempre del suo Paese "Porto il nome di un principe arabo. Sono nato a Chimoio, Mozambico, il 5 gennaio 1994. A nove anni, dopo la scomparsa di mia nonna Bendita, ho preso l’aereo per la prima volta e sono arrivato in Italia, dove mi aspettavano mamma Jamila e il mio fratellino Giorgio. In Africa c’erano 40 gradi, a Bergamo invece nevicava.
Non avevo mai visto la neve! Gioco a calcio grazie a Ronaldo il Fenomeno, sono un attaccante atipico, una sorta di nove e mezzo tipo Zirkzee. I primi gol al Cene, provincia di Bergamo, poi vivaio dell'Atalanta e via col calcio dei grandi. Avessi avuto un’altra testa, la mia carriera sarebbe potuta andare diversamente.
Oggi ho 31 anni e gioco al Mestre, Serie D italiana. Ma nell'ultimo mese ho vissuto un sogno: ho giocato la Coppa d'Africa col Mozambico, segnando il primo, storico gol nella competizione contro il Gabon. Siamo usciti agli ottavi contro la Nigeria, ma abbiamo scritto la storia: si ricorderanno di noi per venti, trent’anni". E insomma, se vi vengono in mente...
Il nome dell'attaccante è Eduardo (che significa "Dio" in portoghese). Nato a Chimoio, Mozambico nel 1994, ha avuto una storia unica. A nove anni di età, dopo la scomparsa della sua nonna Bendita, Eduardo si è trasferito per la prima volta all'estero: in Italia, dove si era installata la sua famiglia e il suo fratellino Giorgio. Nel continente africano, l'umidità sovrastava i 40 gradi mentre a Bergamo nevicava.
Eduardo aveva mai visto una neve prima di allora! Insieme al genitore Jamila e al fratello Giorgio, ha iniziato la sua avventura nel calcio italiano. Portando il nome di un principe arabo, Eduardo è diventato un atleta atipico. Ha segnato il suo primo gol per l'Atalanta, poi ha giocato per vari club grandi prima di raggiungere il Mestre, nella Serie D italiana.
Ma la sua carriera non sarebbe stata quella se avesse avuto una testa diversa. Oggi ha 31 anni e gioca al Mestre, ma nel mese scorso ha vissuto un sogno: si è qualificato per l'eliminatoria della Coppa d'Africa col Mozambico, segnando il primo gol storico nella competizione contro il Gabon. Ecco alcuni dettagli sul suo arrivo in Italia. Durante la sua trasferta all'estero, Eduardo ha imparato a conoscere una nuova cultura e lingua.
Ha conosciuto la neve per la prima volta ed è cresciuto legandosi al calcio italiano. La sua carriera non sarebbe stata quella se avesse avuto un altro tipo di testa. Ma il suo talento è stato troppo forte per permettergli di non segnare gol e non fare storia. Oggi, Eduardo ha raggiunto l'apice della sua carriera con una qualificazione alla Coppa d'Africa col Mozambico.
Ha segnato il primo gol nella competizione contro il Gabon, un evento che si ricorderanno per trent'anni.
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