Scontro tra Giganti: La Multa AGCOM a Cloudflare per la Pirateria Calcistica

Pubblicato: 14/01/2026, 11:16:553 min
Scritto da
Redazione
Categoria: News
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Scontro tra Giganti: La Multa AGCOM a Cloudflare per la Pirateria Calcistica

Il recente scontro tra l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) e il colosso tecnologico Cloudflare ha portato alla luce le tensioni latenti tra la regolamentazione italiana sulla proprietà intellettuale e le infrastrutture globali di internet. Al centro della disputa vi è Piracy Shield, il sistema italiano concepito per contrastare la pirateria sportiva, in particolare la trasmissione non autorizzata di eventi calcistici di Serie A. L'AGCOM, agendo in forza delle normative vigenti volte a proteggere i diritti d'autore, ha imposto a Cloudflare, fornitore di servizi DNS e CDN cruciale per molti siti web, l'onere di eseguire tempestivamente gli ordini di blocco emessi contro i domini pirata. La mancata adesione a queste direttive, ritenute essenziali per fermare la diffusione del cosiddetto "pezzotto" (streaming illegale), ha culminato nell'imposizione di una sanzione pecuniaria di oltre 14 milioni di euro, notificata il 9 gennaio. Questa azione regolatoria rappresenta un tentativo deciso da parte italiana di far rispettare le proprie leggi sulla tutela dei contenuti audiovisivi anche ai fornitori di servizi tecnologici internazionali.

La Reazione di Cloudflare e la Denuncia di Censura

La risposta di Cloudflare non si è fatta attendere ed è stata veemente. L'amministratore delegato, Matthew Prince, ha utilizzato la piattaforma X per criticare aspramente la decisione italiana, etichettando il meccanismo di blocco rapido di Piracy Shield come un pericoloso strumento di censura. Secondo l'azienda statunitense, l'obbligo di oscurare contenuti entro 30 minuti, basato su segnalazioni spesso non verificate da un giudice terzo, mina i principi di neutralità della rete e libertà di espressione. Prince ha espresso l'intenzione di intraprendere azioni legali contro la sanzione, sottolineando come l'applicazione di tali misure in Italia ponga Cloudflare in una posizione insostenibile tra il rispetto delle leggi locali e la sua missione di garantire un internet aperto e sicuro. La polemica ha rapidamente assunto una dimensione internazionale, amplificata dal coinvolgimento di figure politiche e dal rilancio del dibattito da parte di Elon Musk, che ha sollevato interrogativi sulla composizione e l'operato del comitato di vigilanza italiano.

L'Impatto della Regolamentazione sul Mercato Digitale

Il caso Cloudflare-AGCOM evidenzia la crescente frizione tra la giurisdizione nazionale e l'architettura decentralizzata del web. Mentre l'industria sportiva italiana preme per strumenti efficaci contro la pirateria che causa ingenti perdite economiche, i fornitori di servizi infrastrutturali come Cloudflare si trovano a dover bilanciare il rispetto di normative specifiche con le proprie politiche operative globali. La multa comminata non è solo una questione finanziaria, ma stabilisce un precedente significativo sulla responsabilità dei CDN e dei resolver DNS nell'applicazione delle direttive nazionali di blocco. L'esito di questa battaglia legale influenzerà probabilmente il modo in cui altri paesi europei cercheranno di imporre misure simili contro la pirateria, mettendo in discussione se i meccanismi di blocco rapido siano compatibili con la governance di internet gestita da attori privati di portata mondiale.

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