La Testimonianza Agghiacciante dell'Ex Compagna
L'aula del tribunale si è trasformata ieri in un teatro di tensione mentre la vittima, una donna la cui identità è protetta, ha ricostruito gli ultimi mesi di terrore inflittile dall'ex compagno, ora imputato per stalking e minacce aggravate. La deposizione è stata caratterizzata da momenti di profonda commozione, interrotti dalla fredda descrizione di messaggi e appostamenti incessanti. La donna ha riferito come la relazione, terminata mesi fa, si sia trasformata in un incubo ossessivo, culminato in minacce esplicite sulla sua incolumità fisica. "Non sei libera, sei la mia donna e se provi ad allontanarti te ne pentirai," avrebbe ripetuto l'imputato in diverse occasioni, sia telefonicamente che sotto casa della vittima. La difesa ha tentato di ridimensionare gli episodi come semplici "discussioni accese" post-rottura, ma la meticolosa documentazione fornita dall'accusa, inclusi screenshot di messaggi vocali minacciosi e registrazioni di chiamate, ha rafforzato la narrazione della donna.
Il Clima di Possesso e le Prove Digitali
Il cuore dell'accusa risiede nella dimostrazione del controllo psicologico esercitato dall'imputato, che non accettava la fine del rapporto. La vittima ha spiegato come l'uomo avesse sviluppato una vera e propria paranoia possessiva, monitorando i suoi spostamenti tramite applicazioni di localizzazione installate sul telefono e contattando ripetutamente amici e parenti per ottenere informazioni. Le minacce di morte, secondo l'accusa, non erano sporadiche ma parte di un disegno coercitivo volto a impedirle di ricostruirsi una vita autonoma. Un passaggio cruciale della testimonianza ha riguardato un episodio specifico in cui l'imputato l'avrebbe attesa fuori dal luogo di lavoro brandendo un oggetto non identificato, evento che ha portato la donna a richiedere immediatamente un primo provvedimento restrittivo. Gli avvocati della Procura hanno sottolineato come la persistenza delle condotte integri pienamente il reato di atti persecutori, evidenziando il grave stato d'ansia e il cambiamento forzato delle abitudini di vita della denunciante.
Prossimi Passi Giudiziari
Il processo proseguirà la prossima settimana con l'audizione di alcuni testimoni citati dalla difesa e l'esame delle perizie tecniche sui dispositivi sequestrati all'imputato. La pubblica accusa ha richiesto il mantenimento delle misure cautelari in vigore, argomentando che sussiste un concreto pericolo di reiterazione del reato qualora l'imputato dovesse essere rilasciato senza restrizioni. La sentenza, attesa nelle prossime settimane, determinerà se la paura documentata in aula si tradurrà in una condanna definitiva per i gravi reati contestati.
