Donald Trump ha minacciato azioni decise sulla Groenlandia per prevenire influenze russe o cinesi, aprendo a opzioni dall'acquisto all'uso della forza. La mossa divide alleati NATO e provoca reazioni da Copenaghen e Nuuk.
Le parole di Trump alla Casa Bianca
Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti 'faranno qualcosa per la Groenlandia, che piaccia o meno', durante un incontro alla Casa Bianca con il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio. Ha motivato la posizione con la necessità di bloccare Russia o Cina dall'isola strategica, ricca di minerali rari e risorse energetiche.
Il presidente ha espresso preferenza per un accordo 'semplice' con la Danimarca, ma ha avvertito: 'Se non lo facciamo nel modo semplice, lo faremo in quello difficile'. Queste affermazioni, riportate da fonti vicine all'amministrazione, alimentano speculazioni su possibili interventi militari, simili a recenti azioni USA in Venezuela.
Reazioni dalla Groenlandia e dalla Danimarca
Il governo di Nuuk ha respinto con forza le mire americane, affermando che la Groenlandia è parte del Regno di Danimarca e membro NATO, con la difesa gestita dall'Alleanza atlantica. I partiti locali uniti hanno ribadito: 'Decidiamo noi sul nostro futuro', ignorando le pressioni di Washington.
La premier danese Mette Frederiksen ha minacciato la 'fine della NATO' in caso di attacco USA, mentre una direttiva del 1952 impone ai soldati di contrattaccare immediatamente qualsiasi invasione. Incontro imminente tra il ministro danese Løkke Rasmussen e Marco Rubio per cercare una soluzione diplomatica.
Implicazioni per NATO e geopolitica artica
La NATO valuta una missione speciale congiunta in Groenlandia per placare Trump e rafforzare il ruolo dell'Alleanza nell'Artico, come emerso da riunioni di ambasciatori. L'Europa appare divisa, con Trump che testa i limiti degli alleati su dossier caldi come Ucraina e risorse artiche.
Opzioni sul tavolo includono acquisto o incentivi economici ai 57.000 abitanti groenlandesi, ma Rubio ha ridimensionato l'ipotesi militare. Le tensioni rischiano di ridefinire equilibri post-guerra fredda, con Rutte che elogia Trump ma avverte sui pericoli per la coesione atlantica.
