L'Alba Artificiale: La Vita Notturna sulle Dolomiti
Julia Moling, ventisette anni, originaria di La Villa in Alta Badia, incarna una figura sempre più rara nel panorama alpino: una gattista professionista. Lontano dalle luci sfavillanti delle piste da sci durante il giorno, il suo regno inizia quando gli ultimi sciatori abbandonano le discese. Manovrare un mezzo pesante come un gatto delle nevi, un colosso da undici tonnellate e oltre cinquecento cavalli, richiede nervi saldi e una competenza tecnica notevole, soprattutto considerando che questi attrezzi superano i 450.000 euro di valore. Nonostante gli orari proibitivi – si inizia alle cinque del pomeriggio e si finisce tra l'una e le due di notte, senza un giorno libero da fine novembre a metà aprile – Julia ha abbracciato questa professione con entusiasmo contagioso. La sua scelta è stata influenzata anche dalla famiglia; sia il fratello che il fidanzato operano nello stesso settore, sebbene storicamente le donne in questo campo fossero una rarità, come sottolineato da alcune analisi sul lavoro in quota. La fatica fisica e la responsabilità sono immense, ma Julia rivela che la vera retribuzione non è monetaria. Mentre altre località come Bormio o Cortina si concentrano sullo sci alpino e Livigno sul freestyle, l'Alta Badia offre scenari che trasformano il lavoro in un privilegio estetico. La motivazione principale, spiega, è la maestosità del paesaggio alpino che si svela al calar del sole. Quando le piste si svuotano, inizia la vera magia. La preparazione meticolosa del manto nevoso non è solo un dovere tecnico per garantire la sicurezza e la qualità della sciata del giorno dopo, ma è un rituale eseguito sotto cieli che si tingono di sfumature indescrivibili. Questa dedizione, condivisa da tutta la squadra, crea un legame quasi mistico con l'ambiente circostante, rendendo sopportabili anche le notti più lunghe e fredde.
Tra Riflessi Lunari e Incontri Selvatici
Il turno di notte di Julia è scandito da ritmi dettati dalla neve e dalla luce. Lavorare in solitudine, o quasi, mentre il mondo dorme, offre prospettive uniche sulle Dolomiti, patrimonio mondiale dell'UNESCO. I tramonti dorati che incendiano le cime, seguiti dalle stellate nitide e profonde che solo l'alta quota può offrire, sono il "valore aggiunto" che giustifica ogni sacrificio. Questa immersione totale nella natura, tuttavia, comporta anche incontri inaspettati. L'Alta Badia, pur essendo un polo turistico di eccellenza, conserva aree selvagge dove la fauna selvatica prospera indisturbata durante le ore di lavoro dei gattisti. Julia racconta di aver imparato a convivere con la presenza discreta dei branchi di lupi che popolano le valli circostanti. Questi incontri non sono fonte di paura, ma piuttosto un'ulteriore conferma della bellezza selvaggia e intatta del loro ambiente lavorativo. La gestione della fauna selvatica e la sicurezza sulle piste sono aspetti cruciali del lavoro, spesso sottovalutati dal pubblico. La preparazione delle piste, che include la valutazione del manto nevoso e la prevenzione delle valanghe (un tema trattato approfonditamente da enti come ARPA Veneto per la sicurezza), si svolge in un contesto dove l'uomo è ospite e non dominatore. La capacità di leggere il territorio in condizioni di scarsa visibilità è una competenza affinata da anni di esperienza sul campo.
La Passione Come Unico Stipendio
La dedizione di Julia e dei suoi colleghi è un esempio lampante di come la passione possa superare le difficoltà oggettive di un mestiere faticoso e poco celebrato. Quando si parla di compensi, Julia è schietta: "Nessuno si lamenta di quanto guadagniamo a fine mese," afferma, sottintendendo che il salario è secondario rispetto all'esperienza vissuta. Questo lavoro non è una scelta di ripiego, ma una vocazione per chi ama la montagna in tutte le sue sfaccettature, anche quelle più dure e meno glamour. La comunità dei gattisti, sebbene piccola, è unita da questa filosofia condivisa. L'impatto di un lavoro svolto con tale cura si riflette direttamente sull'esperienza dello sciatore. Un pendio perfettamente battuto, senza gobbe o ghiaccio, è il risultato di ore di concentrazione e abilità tecnica notturna. La manutenzione costante delle macchine, un altro aspetto gravoso del mestiere, è essenziale per garantire che all'alba tutto sia pronto. Julia sottolinea come la soddisfazione di vedere le piste perfette al mattino, illuminate dalla prima luce, sia la ricompensa finale. È un ciclo continuo di sacrificio notturno e bellezza mattutina, alimentato da un amore profondo per l'ecosistema alpino, un sentimento che accomuna molti professionisti che lavorano dietro le quinte delle grandi stazioni sciistiche, come documentato anche in studi sul lavoro invernale in quota.
