I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Latina hanno sequestrato beni per 9 milioni di euro legati a reati di autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori, coinvolgendo la famiglia Agresti in un'operazione che colpisce auto di lusso, immobili e società tra Latina, Roma e Anzio.
L'operazione dei Carabinieri
Nella mattinata del 12 gennaio 2026, il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Latina, guidato dal tenente colonnello Antonio De Lise, ha eseguito un vasto sequestro preventivo su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Latina, coordinato dalla Procura della Repubblica.
L'operazione ha interessato le province di Latina, Roma e Anzio, colpendo patrimoni riconducibili a quattro persone indagate per trasferimento fraudolento di valori e autoriciclaggio.
I beni sotto sigilli ammontano a circa 9 milioni di euro, tra cui un centinaio di auto, anche di lusso, 19 immobili e 8 società, smantellando un presunto sistema di prestanome.
La famiglia Agresti al centro dell'inchiesta
Protagonisti dell'indagine sono i membri della famiglia Agresti, attivi nel commercio di auto e nel settore immobiliare. Alessandro Agresti e la moglie figurano tra gli indagati, con attività come Luxury srl e California Garage srl già note alle forze dell'ordine.
Il sequestro ha colpito punti vendita specifici, tra cui Vip Motors in Via Mameli a Latina, e altri autosalon come quelli su Strada Acque Alte a Borgo Podgora e Via Magra.
Questi patrimoni sarebbero il frutto del reinvestimento di proventi illeciti, secondo le ipotesi investigative supportate da precedenti filoni come l'operazione 'Crazy Cars'.
Collegamenti con indagini precedenti
L'attuale sequestro si inserisce in un contesto investigativo più ampio, legato all'inchiesta 'Crazy Cars' della Squadra Mobile di Latina, che nel 2021 portò a 9 arresti per estorsione aggravata, ricettazione e trasferimento fraudolento di valori.
La famiglia Agresti era già al centro di quei procedimenti, con interessi su autosalon e rivendite di vetture di lusso.
Questa nuova misura cautelare rappresenta un'evoluzione, mirata a colpire i beni accumulati attraverso meccanismi di autoriciclaggio.
Implicazioni e sviluppi futuri
L'operazione sottolinea l'impegno delle forze dell'ordine nel contrastare il riciclaggio di proventi illeciti nel settore automobilistico e immobiliare del Lazio.
Le indagini proseguono per chiarire i flussi finanziari e i ruoli dei prestanome, con dettagli aggiuntivi attesi dal comunicato stampa ufficiale dei Carabinieri.
Tale azione rafforza la lotta alla criminalità economica, prevenendo la legittimazione di capitali di origine illecita attraverso investimenti apparentemente leciti.
Cosa è l'autoriciclaggio
L'autoriciclaggio consiste nel riutilizzo personale di proventi di reati già commessi, distinguendosi dal riciclaggio tradizionale per l'assenza di intermediari.
In questo caso, i proventi da attività illecite come estorsione e ricettazione sarebbero stati reinvestiti in beni mobili e immobili.
La norma, introdotta nel 2014, mira a interrompere i circuiti di finanziamento della criminalità organizzata.
