L’annuncio del ritorno del governo sudanese a Khartoum segna una tappa simbolica in un con

Pubblicato: 11/01/2026, 17:47:202 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Esteri
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L’annuncio del ritorno del governo sudanese a Khartoum segna una tappa simbolica in un con
Il rientro dell’esecutivo nella capitale sudanese tra macerie

L’annuncio del ritorno del governo sudanese a Khartoum segna una tappa simbolica in un conflitto che dal 2023 ha devastato la capitale e costretto milioni di persone alla fuga. Dopo la riconquista militare della città da parte dell’esercito e il lungo esilio a Port Sudan

Dal governo in esilio a Port Sudan al rientro nella capitale

L’annuncio del primo ministro sudanese Kamel Idris sul ritorno del governo a Khartoum arriva dopo oltre mille giorni di guerra e segna un cambio di fase nel conflitto che ha sconvolto il paese dall’aprile 2023. Secondo quanto riportato da RSI, l’esecutivo, cacciato dalla capitale dai paramilitari delle Forze di supporto rapido (RSF) nel 2023 e trasferitosi a Port Sudan, ha scelto di riunirsi di nuovo nel cuore politico del paese, parlando di “governo della speranza” e promettendo migliori servizi per la popolazione rimasta.

Il trasferimento a Port Sudan, sulla costa del Mar Rosso, aveva trasformato la città nella capitale amministrativa de facto del paese, nodo logistico e porto strategico per l’accesso al commercio internazionale. Analisi indipendenti, come quelle di Notizie Geopolitiche, descrivono Port Sudan come il cuore logistico delle Forze Armate Sudanesi (SAF), con un ruolo cruciale per la sopravvivenza economica e politica del governo durante le fasi più dure del conflitto. La scelta di tornare a Khartoum, pur mantenendo Port Sudan come snodo strategico, risponde quindi tanto a logiche simboliche quanto alla necessità di riaffermare il controllo sulla capitale storica.

Il rientro avviene in un contesto di fragile stabilità militare. Le SAF hanno riconquistato Khartoum nel 2024, ma vaste aree del paese restano contese, in particolare nel Darfur e nell’ovest, dove le RSF mantengono posizioni chiave. Le cronache raccolte da Africa Express descrivono una capitale ridotta a “città fantasma” dopo mesi di combattimenti, con quartieri svuotati, infrastrutture danneggiate e una presenza militare ancora molto forte. In questo quadro, il ritorno del governo assume un significato politico evidente: mostrare alla popolazione e agli attori internazionali che esiste ancora un’autorità centrale in grado di governare da Khartoum.

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