Venezuela sotto attacco: il giallo sulle vittime civili

Pubblicato: 09/01/2026, 14:54:412 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Esteri
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Venezuela sotto attacco: il giallo sulle vittime civili
Le denunce da Caracas e il silenzio del Pentagono sulle conseguenze umanitarie delle operazioni USA

Il recente intervento militare degli Stati Uniti in Venezuela ha aperto un fronte di scontro non solo politico e diplomatico

Il contesto delle operazioni USA e la battaglia dei numeri

Le operazioni militari statunitensi contro obiettivi in Venezuela hanno rappresentato un salto di qualità nella lunga tensione tra Washington e Caracas, culminando in raid aerei su infrastrutture militari e strategiche attorno alla capitale. Secondo una ricostruzione cronologica del Council on Foreign Relations, i bombardamenti iniziano nelle prime ore del 3 gennaio 2026, con attacchi coordinati contro basi, aeroporti e strutture legate alla sicurezza del governo venezuelano. L’operazione, giustificata dagli Stati Uniti come risposta alla minaccia del narcotraffico e alla necessità di assicurare alla giustizia Nicolás Maduro, si inserisce in una strategia più ampia di pressione politico-militare nella regione.

Le cifre ufficiali sulle vittime restano però altamente controverse. Rapporti iniziali, ricostruiti da varie testate e sintetizzati anche dalla voce dedicata agli attacchi del 2026 su Wikipedia, indicano che le autorità venezuelane parlano di decine di morti tra militari e civili, con numeri in continua revisione. Le prime stime oscillano da poche decine a circa un centinaio di vittime, includendo personale delle forze armate venezuelane, militari cubani presenti nel Paese e un numero limitato ma significativo di civili. Questi dati emergono da comunicazioni pubbliche, dichiarazioni di funzionari e verifiche giornalistiche sul campo.

In particolare, il procuratore generale Tarek William Saab ha dichiarato che “decine” di militari e civili sarebbero rimasti uccisi, definendo l’operazione un possibile crimine di guerra e annunciando un’indagine formale sulle responsabilità, come riportato dall’agenzia Associated Press e ripreso da Military.com. Parallelamente, altre fonti locali e internazionali hanno rilevato che la maggior parte delle vittime identificate finora sarebbe composta da membri delle forze armate e della guardia presidenziale, con un numero inferiore – ma non trascurabile – di civili colpiti in aree urbane vicine agli obiettivi militari. Il quadro rimane fluido, con un’evidente distanza tra le versioni fornite dalle diverse parti in causa.

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