La decisione di Zalando di chiudere il centro logistico di Erfurt entro settembre 2026 mette a rischio 2.700 posti di lavoro e solleva interrogativi sulla strategia di ristrutturazione del gruppo
La chiusura di Erfurt: cosa ha deciso Zalando
Zalando ha annunciato la chiusura del suo centro logistico di Erfurt, in Turingia, entro la fine di settembre 2026, con un impatto diretto su circa 2.700 dipendenti, pari a quasi un sesto della forza lavoro del gruppo nel Paese, come riportato da Il Sole 24 Ore Radiocor. L’azienda ha definito la scelta “difficile ma necessaria” nel quadro di una revisione complessiva della propria infrastruttura logistica europea. Le attività nel sito proseguiranno regolarmente fino alla data di chiusura, con l’obiettivo dichiarato di garantire continuità di servizio ai clienti finali.
Il polo logistico di Erfurt è operativo dal 2012 ed è l’unico centro di questa scala nella Germania orientale, rappresentando uno snodo storico per la distribuzione degli ordini Zalando in Europa centrale, come ricordato anche da FashionUnited. Nel corso degli anni la struttura è stata ampliata e modernizzata, diventando uno dei principali datori di lavoro dell’area. La chiusura, quindi, non riguarda soltanto un impianto produttivo, ma tocca un ecosistema locale fatto di fornitori, servizi collegati e indotto logistico.
Secondo il comunicato dell’azienda, la decisione si inserisce in un piano di ristrutturazione che prevede anche l’interruzione delle operazioni in tre magazzini esteri gestiti da fornitori esterni, come riportato dall’agenzia SDA su Bluewin. Zalando ha sottolineato la volontà di collaborare con le autorità locali e le organizzazioni della società civile per mitigare l’impatto sociale del piano. Parallelamente, sono state avviate le discussioni con il Consiglio di fabbrica per definire un piano sociale e un percorso di accompagnamento per i lavoratori coinvolti.
