Colossi del petrolio sfidano il Venezuela sui miliardi dovuti

Pubblicato: 08/01/2026, 16:45:022 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Esteri
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Colossi del petrolio sfidano il Venezuela sui miliardi dovuti
Perché le grandi compagnie petrolifere rivendicano risarcimenti miliardari su investimenti passati in Venezuela e cosa c’è in gioco per Caracas e per i mercati energetici globali

Le principali compagnie petrolifere internazionali sostengono che il Venezuela debba loro miliardi di dollari per investimenti effettuati negli anni precedenti in giacimenti e infrastrutture oggi sotto controllo statale. Tra espropri

Come il Venezuela è arrivato a dover miliardi alle major

Per comprendere perché oggi tante compagnie petrolifere dichiarino di vantare crediti miliardari verso il Venezuela, occorre partire dalla fase di forte espansione degli investimenti internazionali nei giacimenti dell’Orinoco e negli impianti di raffinazione. Per anni, società europee e statunitensi hanno finanziato infrastrutture, fornito tecnologia e garantito know-how in cambio di partecipazioni nei progetti e di forniture di greggio a lungo termine. Nel tempo, tuttavia, l’intreccio tra crisi economica, cambio di regole del gioco e progressiva politicizzazione del settore energetico ha trasformato questi accordi in potenziali contenziosi milionari, spesso affidati ad arbitrati internazionali e corti estere specializzate in dispute sugli investimenti.

Un esempio recente è il caso di Eni e Repsol, che secondo un’analisi di Oilprice.com stanno cercando di recuperare circa 6 miliardi di dollari per forniture di gas e nafta alla compagnia statale PDVSA. Qui il meccanismo era chiaro: le compagnie europee fornivano prodotti energetici e servizi, ricevendo in cambio carichi di greggio venezuelano. Il blocco delle spedizioni e le limitazioni dovute alle sanzioni hanno però interrotto questo circuito, lasciando sul tavolo un credito che le imprese considerano esigibile, mentre Caracas lo inquadra in un quadro più ampio di ristrutturazione del debito e di pressione internazionale.

Le tensioni non nascono solo dai rapporti con l’Europa. In passato, grandi operatori statunitensi hanno subìto espropri e nazionalizzazioni parziali che, come ricorda un’analisi della Yale School of Management, hanno portato tribunali internazionali ad assegnare loro risarcimenti per miliardi di dollari. Molti di questi crediti sono rimasti di fatto inesigibili, inducendo alcune compagnie a svalutare gli asset venezuelani nei bilanci. Questo precedente pesa oggi sulle scelte delle major, che guardano ai progetti nel Paese con estrema prudenza, ben consapevoli di quanto sia difficile trasformare in incassi effettivi le decisioni favorevoli ottenute in sede arbitrale.

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