Neoimperialismo Trump: Europa trema per codardia

Pubblicato: 07/01/2026, 06:47:343 min
Scritto da
Maria Gloria Domenica
Categoria: Lifestyle
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Neoimperialismo Trump: Europa trema per codardia
La dottrina aggressiva di Trump sfida l'ordine globale e rivela le debolezze del Vecchio Continente

L'analisi del neoimperialismo trumpiano evidenzia un cambio radicale nella politica estera USA, focalizzata su espansione transazionale e confronto con la Cina, mentre l'Europa appare incapace di reagire con unità e forza.

La dottrina Trump e il nuovo imperialismo MAGA

La presidenza di Donald Trump ha introdotto un netto mutamento nell'imperialismo statunitense, abbandonando l'ordine liberale post-bellico per una strategia di potere a somma zero. Secondo l'Osservatorio sulla Crisi, questa dottrina MAGA priorita la sconfitta della Cina come rivale principale, con un giro verso la distensione con la Russia e la fine del sostegno proxy in Ucraina.

Nel secondo mandato, Trump intensifica la spesa militare del Pentagono e reindirizza risorse verso l'Asia, trattando Medio Oriente come secondario. Tale approccio, apparentemente isolazionista, nasconde un neoimperialismo che mira a invertire il declino egemonico USA attraverso conflitti mirati e alleanze opportunistiche.

Critici come Michael Parenti vedono in ciò un antiimperialismo, ma le evidenze indicano una nuova forma di dominio globale, con enfasi su economia e deterrenza piuttosto che occupazioni dirette.

Espansionismo transazionale: da Gaza a Groenlandia

Trump non cela ambizioni territoriali, proponendo annessioni come quella di Groenlandia, Canada o il Canale di Panama, e trasformando Gaza in meta turistica dopo lo spostamento palestinese. L'El Orden Mundial descrive questa visione come imperialismo aziendale, dove il potere duro prevale sulla diplomazia multilaterale.

Tali mosse umiliano leader come Zelensky, accusato di dittatura, e accelerano corse agli armamenti globali, con rischi di escalations nucleari in Iran o Corea del Nord. L'espansione israeliana in Cisgiordania rientra in calcoli per rendere Israele potenza regionale dominante.

Questa strategia richiama accordi come Sykes-Picot, repartendo territori per benefici economici, e segna la fine dell'ordine liberale con un focus su transazioni bilaterali.

La pavidità europea di fronte al realismo trumpiano

L'Unione Europea appare divisa e timorosa dinanzi al neoimperialismo di Trump, che critica aspramente il sostegno a Ucraina e spinge per investimenti difensivi autonomi. Un documento del Ministero della Difesa spagnolo analizza come ciò implichi una Seconda Guerra Fredda o neoimperialismo, con l'UE costretta a rivedere la propria strategia.

La mancanza di unità europea favorisce il protezionismo USA, con tariffe e guerre commerciali che colpiscono l'export continentale. Trump promuove una 'pace attraverso la forza', esortando l'Europa a non dipendere da Washington.

Paesi come Spagna devono navigare tra dottrine hamiltoniane e jacksoniane di Trump, adattandosi a un mondo multipolare dove Russia e Cina sfidano l'egemonia occidentale.

Implicazioni globali e lezioni per l'Europa

Il neoimperialismo trumpiano, condiviso in parte con Putin e Xi, sostituisce il neoliberismo con competizioni imperialistiche dirette. Videoanalisi su YouTube evidenziano come Trump cerchi egemonia senza conquiste formali, usando pressione geoeconomica su regioni artiche e caraibiche.

Per l'Europa, la sfida è sviluppare autonomia strategica: aumentare spese difesa, diversificare alleanze e resistere a ricatti transazionali. La codardia percepita rischia di relegare l'UE a spettatore in un mondo di potenze assertive.

In sintesi, mentre Trump reindirizza USA verso Asia e America, l'Europa deve superare divisioni interne per preservare sovranità e influenza globale, evitando subalternità.

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