Groenlandia nel mirino di Trump: Europa al bivio dopo Venezuela

Pubblicato: 07/01/2026, 12:38:223 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Cronaca
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Groenlandia nel mirino di Trump: Europa al bivio dopo Venezuela
Le ambizioni americane sull'isola artica riaccendono tensioni geopolitiche e mettono alla prova l'unità atlantica

Donald Trump torna a puntare sulla Groenlandia, evocando l'interesse per il Venezuela. L'Europa risponde unita, ma il piano Usa di accordi diretti con l'isola sfida la sovranità danese e la Nato, aprendo un nuovo capitolo di rivalità strategiche nell'Artico.

Le mire di Trump sulla Groenlandia

Donald Trump ha ribadito l'interesse strategico degli Stati Uniti per la Groenlandia, definendola essenziale per la sicurezza nazionale. Dopo le tensioni in America Latina, inclusi i richiami al Venezuela, l'amministrazione americana esplora opzioni per rafforzare l'influenza sull'isola artica, ricca di risorse minerali e posizione chiave per le rotte polari.

Il piano include la nomina di Jeff Landry, governatore della Louisiana, come inviato speciale, e un aumento del monitoraggio da parte di Cia e Agenzia per la sicurezza nazionale sul movimento indipendentista groenlandese. Trump mira a cambiare lo status dell'isola prima della fine del mandato, coltivando divisioni con la Danimarca.

Secondo fonti vicine alla Casa Bianca, si discute di un possibile acquisto diretto o di un accordo bilaterale, ignorando parzialmente Copenaghen, in un contesto di competizione globale per l'Artico che richiama le vecchie sfere di influenza.

Il modello Compact of Free Association

L'amministrazione Trump valuta un Compact of Free Association (Cofa), già offerto a nazioni pacifiche come Micronesia, Isole Marshall e Palau. Questo accordo garantirebbe alla Groenlandia accesso privilegiato al mercato Usa e investimenti, in cambio di concessioni militari e strategiche.

Tale intesa bypasserebbe la Danimarca, permettendo a Washington di espandere basi e infrastrutture nell'Artico senza intermediari. The Economist ha descritto questa opzione come un modo per contrastare l'influenza cinese e russa nella regione polare.

Il segretario di Stato Marco Rubio ha confermato ai parlamentari l'obiettivo non di invasione, ma di un'acquisizione negoziata, sottolineando i benefici economici per l'isola scarsamente popolata.

La risposta unita dell'Europa

Leader europei come Macron, Meloni, Starmer e altri hanno firmato una nota congiunta affermando che la Groenlandia appartiene al suo popolo e che la sicurezza artica va garantita collettivamente nella Nato, rispettando sovranità e confini.

Il premier groenlandese Jens-Frederik Nielsen ha respinto le avance Usa, invitando a un dialogo attraverso canali diplomatici corretti. La Danimarca, parte della Nato, ha convocato diplomatici americani e annunciato un rafforzamento militare sull'isola.

Il ministro della Difesa danese Troels Lund Poulsen ha promesso più esercitazioni Nato, ribadendo che la Groenlandia è parte integrante del Commonwealth danese, in un fronte compatto contro le pressioni unilaterali.

Europa al bivio strategico

Le ambizioni trumpiane sull'isola, paragonabili a quelle sul Venezuela, pongono l'Europa al bivio: difendere l'alleanza atlantica o accelerare l'autonomia strategica. La Nato rischia di frammentarsi se Washington agisce unilateralmente.

La Groenlandia, con le sue risorse critiche e posizione geografica vicina al Nord America, simboleggia il ritorno delle sfere di influenza. Un'eventuale intesa Usa-Groenlandia potrebbe ridefinire gli equilibri artici, spingendo l'Ue verso maggiore indipendenza tecnologica e militare.

Mentre Trump promette di affrontare la questione entro due mesi, Copenaghen e Bruxelles devono bilanciare dialogo con fermezza, preservando l'unità euro-atlantica in un mondo multipolare sempre più instabile.

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