28 Italiani Prigionieri Politici in Venezuela: Non Solo Trentini

Pubblicato: 07/01/2026, 14:45:163 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Esteri
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28 Italiani Prigionieri Politici in Venezuela: Non Solo Trentini
Dietro il caso del cooperante, decine di connazionali reclusi per opposizione al regime di Maduro

Un'inchiesta rivela che 28 italiani sono detenuti nelle carceri venezuelane per motivi politici, tra condizioni disumane e trattative diplomatiche in corso. Oltre ad Alberto Trentini, emergono nomi di imprenditori, giornalisti e attivisti.

Il Numero Scioccante dei Detenuti Italiani

Nelle carceri del Venezuela non c'è solo Alberto Trentini: secondo dati raccolti da fonti attendibili, sono 28 i connazionali considerati prigionieri politici su un totale di 46 italiani reclusi. Molti sono stati arrestati senza accuse formali o con imputazioni pretestuose, spesso dopo le elezioni presidenziali del 28 luglio 2024.

Questi detenuti fanno parte di un panorama più ampio, con circa mille 'presos políticos' trattenuti dal regime, come denunciano le organizzazioni per i diritti umani. Tra loro ci sono persone con doppia cittadinanza italo-venezuelana, colpite per il loro impegno civile o professionale.

Le famiglie segnalano appelli urgenti alle autorità italiane, evidenziando il rischio di gravi problemi di salute dovuti a isolamento e carceri sovraffollate.

Chi Sono i 28 Prigionieri Politici

L'inchiesta di Avvenire elenca profili diversi: cooperanti come Trentini, imprenditori come Luigi Gasperin, giornalisti e attivisti come Biagio Pilieri, Daniel Enrique Echenagucia Vallenilla e Americo De Grazia. Arresti legati a proteste o semplice opposizione al potere.

Alcuni, come Gerardo Coticchia Guerra e Juan Carlos Marruffo Capozzi, sono stati catturati per dissenso politico, senza garanzie legali. Perkins Rocha e Hugo Marino, quest'ultimo scomparso dal 2019, completano un elenco che testimonia la repressione sistematica.

Queste figure, spesso italo-venezuelane, rappresentano una comunità italiana radicata nel paese, ora vittima di un clima di instabilità post-elettorale.

Condizioni Disumane nelle Carceri Venezuelane

I prigionieri affrontano celle anguste, come quelle di due metri per due a El Rodeo I, con pavimenti sporchi, torture e guardie incappucciate. Testimonianze parlano di dimagrimento estremo, malattie non curate e decessi, come quello di Alfredo Díaz nella stessa cella di Pilieri.

La detenzione arbitraria viola principi di diritto internazionale, con isolamento prolungato che aggrava le condizioni fisiche. Familiari denunciano mancanza di cure mediche, aumentando il timore per la vita dei connazionali.

Recenti rilasci, come 88 prigionieri a Capodanno, non hanno incluso italiani, lasciando Trentini e Pilieri ancora dentro, in uno stallo politico.

Trattative Diplomatiche e Speranze di Liberazione

Il governo italiano, con la Farnesina e il ministro Tajani, intensifica i negoziati, coinvolgendo l'ambasciatore Giovanni Umberto De Vito e Palazzo Chigi. La mediazione della Chiesa cattolica gioca un ruolo cruciale con le autorità di Delcy Rodriguez.

Fonti qualificate indicano 'massimo impegno' per riportare a casa tutti i detenuti, citando casi specifici come Pilieri, Burlò e Gasperin. Il cambio di scenario post-Maduro potrebbe facilitare il dialogo.

Nonostante progressi sotterranei, le trattative restano delicate, con appelli a non ostacolarle per evitare danni. L'Italia non lascia soli i suoi cittadini.

Prospettive Future e Appello Internazionale

Con l'instabilità venezuelana, inclusa la cattura di Maduro, si spera in un cambio di passo per i prigionieri. Il governo Meloni lavora senza sosta, come confermato da esponenti politici.

Le organizzazioni per i diritti umani monitorano circa cento stranieri detenuti, di cui quindici italiani per accuse politiche. La comunità internazionale osserva, pronta a sostenere liberazioni.

Le famiglie e le istituzioni italiane continuano a spingere per garanzie, enfatizzando che questi casi non sono isolati ma emblematici di una crisi umanitaria.

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