Yemen, 86 italiani bloccati sull'isola di Socotra

Pubblicato: 05/01/2026, 16:33:065 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Cronaca
Condividi:
#turisti #situazione #bloccati #socotra #sull isola #italiani #autorita
Yemen, 86 italiani bloccati sull'isola di Socotra
Tensioni nel paese asiatico fermano i voli: turisti di diverse nazionalità in attesa di rientro

Ottantasei cittadini italiani rimangono bloccati sull'isola di Socotra, nello Yemen meridionale, a causa della sospensione dei voli dovuta agli scontri tra separatisti e forze governative. La situazione coinvolge anche centinaia di turisti di altre nazionalità, mentre le autorità italiane lavorano per facilitare il rientro dei connazionali.

La situazione critica a Socotra

Ottantasei cittadini italiani sono rimasti bloccati sull'isola di Socotra, situata a sud dello Yemen, dopo la sospensione dei voli sulla regione causata dagli scontri tra separatisti e forze governative nella parte meridionale del paese asiatico. I connazionali si trovano distribuiti in vari hotel e campeggi con diversi tour operator, non costituendo quindi un gruppo unico. L'Unità di crisi italiana, in raccordo con la Farnesina, sta lavorando con i vari operatori turistici e con l'ambasciata a Riad, competente per lo Yemen, per agevolare il rientro dei cittadini italiani.

La situazione dell'isola è particolarmente complessa poiché Socotra si trova in una regione molto instabile, teatro di conflitti armati da anni. Lo spazio aereo è stato chiuso a causa dell'intensificarsi delle operazioni militari, e i porti di ingresso sono stati temporaneamente chiusi, causando cancellazioni e deviazioni dei voli. La principale compagnia aerea che serve Socotra ha sospeso le operazioni, con voli fermi almeno fino al 6 gennaio.

Secondo quanto riferito dal portavoce del ministero degli Esteri polacco, Maciej Wewiór, una compagnia aerea degli Emirati Arabi Uniti ha sospeso i voli fino al 6 gennaio compreso. La dichiarazione dello stato di emergenza sull'isola ha ulteriormente complicato la situazione, rendendo impossibile ai turisti di rientrare nei propri paesi di origine nel breve termine.

Turisti bloccati da diverse nazionalità

Non sono solo gli italiani a trovarsi in difficoltà: sull'isola di Socotra sono bloccati anche numerosi turisti di altre nazionalità. I media polacchi riferiscono di decine di turisti della Polonia fermi sull'isola, mentre l'ambasciata della Russia in Yemen ha ricevuto numerose richieste di assistenza da parte di cittadini russi bloccati a causa delle restrizioni sui viaggi aerei verso l'arcipelago. Il numero totale di turisti intrappolati raggiunge circa 400 persone, creando una situazione umanitaria complessa che richiede il coordinamento di più governi.

La Farnesina mantiene contatti costanti con gli italiani bloccati per monitorare la situazione e coordinare eventuali operazioni di evacuazione. Le autorità diplomatiche stanno valutando diverse opzioni per il rientro, considerando sia le vie aeree che eventuali alternative marittime, sebbene la situazione di sicurezza generale rimanga precaria.

Le autorità internazionali stanno coordinando gli sforzi per garantire l'assistenza ai cittadini bloccati. Ogni paese sta lavorando attraverso i propri canali diplomatici per facilitare il rientro dei propri cittadini, mentre le compagnie aeree rimangono in contatto con i governi per pianificare i voli di evacuazione una volta che la situazione di sicurezza lo permetterà.

Avvertimenti ignorati e responsabilità

Il ministero degli Esteri italiano aveva sconsigliato vivamente di recarsi in Yemen e sull'isola di Socotra attraverso il portale Viaggiare Sicuri, evidenziando i rischi legati al protrarsi del conflitto. Nonostante questi chiari avvertimenti, molti turisti hanno comunque deciso di partire verso questa destinazione, sottovalutando i pericoli della situazione geopolitica. L'Ambasciata d'Italia a Sana'a ha sospeso le proprie attività fino a nuovo avviso, rendendo impossibile assicurare assistenza consolare nel paese.

I tour operator hanno continuato a organizzare viaggi verso Socotra nonostante la destinazione fosse esplicitamente sconsigliata dalle autorità italiane. Questo comportamento ha contribuito a mettere in pericolo i turisti, che si sono trovati bloccati in una situazione di emergenza senza poter contare su un'ambasciata operativa nel territorio yemenita. La mancanza di una struttura diplomatica attiva complica ulteriormente gli sforzi di assistenza e coordinamento.

La situazione attuale rappresenta un monito importante per i viaggiatori: le destinazioni consigliate come pericolose dalle autorità competenti lo sono per motivi concreti e documentati. La responsabilità ricade sia sui tour operator che continuano a organizzare viaggi in zone ad alto rischio, sia sui singoli viaggiatori che scelgono di ignorare gli avvertimenti ufficiali delle proprie autorità diplomatiche.

Prospettive di rientro e lezioni dal passato

Situazioni simili si sono verificate in passato: nel maggio 2024, un gruppo di 15 turisti italiani rimase bloccato sulla stessa isola a causa dell'escalation nella regione e del maltempo. Anche in quella occasione, la Farnesina dovette intervenire per coordinare il rientro dei connazionali, che poterono tornare in Italia solo dopo diversi giorni di attesa. Questi precedenti dimostrano che Socotra presenta problemi ricorrenti ai turisti italiani, nonostante gli avvertimenti costanti delle autorità.

Il rientro dei turisti bloccati dipenderà dal miglioramento della situazione di sicurezza e dalla ripresa delle operazioni aeree. Le compagnie aeree hanno indicato che i voli potrebbero riprendere dopo il 6 gennaio, ma questa data rimane indicativa e soggetta a cambiamenti in base all'evoluzione della situazione militare. Nel frattempo, i turisti rimangono ospitati in hotel e strutture ricettive sull'isola, in attesa di notizie positive.

L'Unità di Crisi italiana rimane operativa 24 ore su 24 per assistere i cittadini in difficoltà all'estero. I turisti bloccati possono contattare i servizi dell'Unità di Crisi direttamente dall'app IO, l'applicazione dei servizi pubblici, o telefonicamente al numero +39 0636225. Questa esperienza sottolinea l'importanza di seguire le indicazioni delle autorità diplomatiche e di valutare attentamente i rischi prima di intraprendere viaggi verso destinazioni instabili.

Commenti

Caricamento commenti…