Un tribunale ha dichiarato nullo il Trattamento Sanitario Obbligatorio imposto a uno studente di Fano per aver rifiutato la mascherina in aula nel 2021. La vicenda riaccende il dibattito su diritti individuali e misure anti-Covid a scuola
La Protesta dello Studente di Fano
Nel maggio 2021, a Fano nelle Marche, uno studente diciottenne dell'istituto Olivetti ha dato vita a una protesta simbolica contro l'obbligo di indossare la mascherina in classe. Per esprimere il suo dissenso, si è legato con un lucchetto da bicicletta a un banco, rifiutandosi categoricamente di coprirsi il viso. Questa azione, nata da convinzioni personali sul diritto alla libertà respiratoria durante le lezioni, ha scatenato una reazione istituzionale senza precedenti nella storia scolastica italiana. La dirigenza scolastica, di fronte al rifiuto persistente, ha coinvolto le forze dell'ordine e il servizio sanitario locale, portando a un esito drammatico per il giovane.
Le autorità sanitarie hanno disposto un Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO), prelevando lo studente e trasferendolo nel reparto di psichiatria dell'ospedale di Muraglia a Pesaro. Lì è rimasto per quasi cinque giorni, dal 5 al 9 maggio, nonostante le proteste della famiglia e di chi vedeva nell'episodio una palese violazione dei diritti. Questo caso ha evidenziato le tensioni tra normative emergenziali anti-Covid e libertà individuali, con la scuola che ricorreva a misure estreme per far rispettare le regole imposte dai DPCM governativi. La vicenda ha suscitato polemiche immediate, con esperti che denunciavano un uso distorto del TSO per questioni comportamentali non patologiche.
L'ex sindaco di Fano, Massimo Seri, firmatario del provvedimento, ha difeso la decisione sostenendo che si trattava di un atto necessario in piena emergenza pandemica, coordinato con valutazioni mediche. Tuttavia, la storia dello studente Valerio Tellenio è diventata simbolo di un'accanimento istituzionale, alimentando dibattiti su come la pandemia abbia spinto le scuole a estremi per imporre l'uso della mascherina, spesso senza considerare alternative o esenzioni per motivi di salute respiratoria.
