Kean Kaizer Talingdan, liceale del Virgilio di Milano, è stato identificato grazie al DNA dopo la tragica strage di Capodanno a Crans-Montana. Il padre racconta il terrore della telefonata notturna: 'Ho paura, venite'. Ricoverato in coma a Zurigo, lotta per la vita con gravi ustioni.
L'incidente di Capodanno a Crans-Montana
La notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, si è trasformata in tragedia per un gruppo di adolescenti milanesi. Kean Kaizer Talingdan, 16enne studente del liceo Virgilio, era in vacanza con due compagne di classe, Sofia e Francesca, e un amico Leonardo. Un incendio devastante nel locale Le Constellation ha causato ustioni gravi a diversi giovani, tra cui Kean, trasferito d'urgenza in terapia intensiva a Zurigo. I ragazzi, alla loro prima esperienza sciistica in Svizzera, non potevano immaginare che la festa si sarebbe conclusa in un dramma. Le autorità svizzere stanno indagando sulle cause, mentre le famiglie attendono aggiornamenti dalle cliniche elvetiche.
Kean, calciatore promettente e liceale brillante, è stato identificato grazie all'analisi del DNA, come confermato dal padre in un'intervista toccante. L'amico Leonardo è ancora in attesa di riscontro genetico, ma le speranze delle famiglie rimangono vive. Sofia e Francesca, grandi amiche di Kean, sono arrivate al Niguarda di Milano in condizioni critiche, ustionate gravemente e tenute in coma farmacologico. L'incidente ha coinvolto quasi tutti lombardi, con il centro ustioni che ha aggiornato sulle prognosi: il 16enne romano è il più grave, mentre il milanese è fuori pericolo relativo.
Le dinamiche dell'incendio non sono ancora chiare, ma fonti locali parlano di un rogo improvviso nel locale affollato. I giovani, ospiti di una famiglia svizzera, avevano scelto la serata per festeggiare. Il papà di un'altra vittima, Andrea, ha descritto la telefonata devastante: 'Ho appena ricevuto la chiamata che non dovrebbe mai arrivare a un padre'. Compagne di squadra e amici ricordano le ragazze come solari e generose, capaci di 'fare stare bene gli altri'. La comunità milanese si stringe attorno alle famiglie colpite.
Il racconto straziante del padre di Kean
Il papà di Kean ha rotto il silenzio con parole cariche di emozione: 'C’è il DNA, mio figlio è grave ma vivo'. Quella notte, al telefono, il 16enne piangeva terrorizzato: 'Ho paura, venite'. L'uomo, originario di Milano, ha rivissuto l'orrore della chiamata che ha sconvolto la sua famiglia. Kean, descritto come un ragazzo determinato e sportivo, lotta ora contro ustioni di terzo grado in una clinica zurighese. Il padre non nasconde la gravità, ma tiene alta la speranza grazie alla conferma dell'identificazione genetica.
Kean Kaizer Talingdan frequenta il liceo Virgilio, uno degli istituti più prestigiosi della città, e gioca a calcio con passione. Il genitore ha spiegato come il ragazzo fosse partito entusiasta per la vacanza, ignaro del pericolo. 'È la prima volta in Svizzera', ha raccontato, sottolineando l'inesperienza dei giovani. L'attesa per Leonardo, l'amico disperso inizialmente, aggiunge tensione: la conferma DNA è imminente. Le famiglie collaborano con le autorità per ricostruire i fatti, mentre il papà di Kean esprime gratitudine ai medici elvetici.
Quelle parole al telefono – 'Ho paura, venite' – riecheggiano come un grido disperato. Il padre ha descritto il coma farmacologico come unica opzione per alleviare le sofferenze del figlio. La notizia ha commosso Milano, con compagni di scuola che organizzano catene di preghiera. Il papà insiste: nonostante la gravità, Kean è vivo, e questo è il primo passo verso la guarigione. La resilienza familiare emerge in ogni dichiarazione.
Il profilo di Kean e i suoi amici coinvolti
Kean è un 16enne tipico di Milano: liceale al Virgilio, calciatore talentuoso e amico leale. Con lui c'erano Sofia e Francesca, 16enni ospiti della stessa famiglia svizzera, e Leonardo. Le ragazze, grandi amiche, sono note per la loro vitalità: Francesca, ginnasta allo scientifico Moreschi, veniva ricordata dalle compagne come 'colei che faceva stare bene gli altri'. L'incendio ha interrotto sogni e amicizie, lasciando segni indelebili.
Leonardo, coetaneo di Kean, attende ancora la conferma DNA, ma fonti indicano che potrebbe essere tra i feriti gravi. Il gruppo era unito da anni di scuola e sport, con Kean al centro come capitano della squadra calcistica. Al Niguarda, Sofia e Francesca sono in coma, mentre altri giovani lombardi arrivano per cure specialistiche. Il direttore del centro ustioni ha aggiornato: operazioni in corso per una 29enne di Cattolica, e il romano 16enne in condizioni critiche.
Oltre al dramma personale, emerge il ritratto di adolescenti normali catapultati in un incubo. Kean, con il suo DNA che ha portato chiarezza, rappresenta la speranza. Famiglie come quella di Giovanna Lanella, mamma di una dispersa da Arona, vivono l'incertezza: 'Decisione all'ultimo secondo per quel bar'. La solidarietà milanese si mobilita con donazioni e supporto psicologico.
Aggiornamenti medici e indagini in corso
Dal centro ustioni del Niguarda arrivano bollettini cauti: Kean è stabile in coma a Zurigo, con ustioni gravi ma vitali funzioni monitorate. Sofia e Francesca, trasferite a Milano, affrontano interventi multipli. Il papà di Kean monitora ogni sviluppo, grato per la prontezza svizzera. Altri feriti, quasi tutti lombardi, affluiscono: il milanese coetaneo è fuori pericolo, mentre il romano richiede cure intensive.
Le indagini puntano sulle cause dell'incendio a Le Constellation: fuochi d'artificio o sovraffollamento? Autorità elvetiche collaborano con Milano. Famiglie spingono per trasparenza, mentre il papà di Kean chiede privacy per il figlio. La mamma di Francesca, Andrea, spera: 'Magari è tra i feriti'. Il caso richiama attenzione su sicurezza nei locali notturni.
A un mese dall'incidente, Kean mostra segni di ripresa, secondo fonti mediche. Il DNA ha evitato il peggio dell'incertezza, come nei casi di dispersi. La comunità riflette su prevenzione: alcol, fuochi e giovani impreparati. Il papà riassume: 'Grave ma vivo', un mantra di speranza. Milano onora i sopravvissuti con iniziative solidali.
