La morte di Sara Di Vita
La Tragedia del Cenone Natalizio
La Vigilia di Natale 2025, nella tranquilla frazione di Pietracatella in provincia di Campobasso, la famiglia Di Vita ha vissuto un dramma inimmaginabile. Sara Di Vita, una brillante studentessa liceale di 15 anni, e la madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, hanno accusato i primi sintomi di malessere dopo il cenone consumato in casa. Il padre e la sorella maggiore, inizialmente colpite da vomito e dolori addominali, sono stati trasferiti all'ospedale Cardarelli, ma solo per loro le condizioni sono migliorate. Questo evento ha scosso l'intera comunità molisana, spingendo le autorità a un'indagine approfondita per ricostruire la sequenza degli eventi che ha portato a due decessi rapidi e inattesi.
I primi segnali di intossicazione sono emersi la sera del 25 dicembre, quando la famiglia si è recata al pronto soccorso. Sara e Antonella sono state dimesse due volte, con una diagnosi iniziale di gastroenterite virale, prima di un peggioramento fatale. Secondo i resoconti medici, le due vittime hanno sviluppato un'insufficienza multiorgano fulminante, un'evoluzione clinica rara che ha resistito alle cure intensive. Il papà, trasferito allo Spallanzani di Roma, resta in osservazione, mentre la figlia maggiore è in via di dimissione, evidenziando disparità nelle risposte individuali al presunto agente tossico.
Le indagini preliminari della Squadra Mobile di Campobasso, coordinata da Marco Graziano, hanno sequestrato 19 alimenti dall'abitazione delle vittime e da quella della nonna paterna. Tra barattoli, conserve e prodotti del mulino di famiglia, ogni campione è ora al vaglio dei laboratori per identificare microrganismi o contaminanti. LaProcura, guidata da Nicola D’Angelo, mantiene aperte tutte le piste, inclusa l'ipotesi di un'intossicazione accidentale durante le festività.
