Nella tragedia di Crans-Montana
La Tragedia di Capodanno a Crans-Montana
L'incendio divampato nella notte di Capodanno nel locale Le Constellation a Crans-Montana, rinomata località sciistica svizzera, ha causato almeno 40 morti e numerosi feriti, tra cui diversi italiani in vacanza. L'esplosione e le fiamme hanno avvolto il night club affollato di giovani, rendendo l'identificazione delle vittime estremamente complessa a causa delle gravi ustioni. Le autorità elvetiche indagano per incendio colposo, omicidio e lesioni, mentre il bilancio provvisorio parla di 47 deceduti e oltre 115 feriti, con famiglie italiane in angosciosa attesa di conferme.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani si è recato sul posto, incontrando circa 30 familiari e fornendo il suo numero di telefono per aggiornamenti diretti. Palazzo Chigi ha confermato 13 italiani feriti, trasferiti in ospedali italiani come il Niguarda di Milano, e 6 dispersi, senza dati precisi sui decessi. La Protezione Civile ha attivato elicotteri dalla Valle d'Aosta e la Centrale remota Operazioni di soccorso sanitario per gestire i rimpatri, in un'operazione coordinata con il governo svizzero.
Le prime ore post-tragedia sono state segnate da caos: feriti non identificabili, liste incomplete e comunicazioni frammentarie. I genitori, giunti in massa al centro congressi Regent, hanno vissuto momenti di terrore, aggrappati alla speranza che i loro cari fossero tra i sopravvissuti non ancora riconosciuti. L'assistenza psicologica è stata offerta, ma l'incertezza ha amplificato il dramma umano di questa strage evitabile.
