Russia 2026: Guerra Infinita, Crescita Lenta e Tasse Salate

Pubblicato: 02/01/2026, 16:36:455 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Esteri
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Russia 2026: Guerra Infinita, Crescita Lenta e Tasse Salate
Proiezioni economiche tra stagnazione, sanzioni e spesa militare record

L'economia russa nel 2026 affronta una fase di rallentamento netto dopo il boom bellico del 2023-2024. Con la guerra in Ucraina che persiste, le entrate calano, le tasse aumentano e la crescita si attesta intorno all'1-1.3%, schiacciata da inflazione e sanzioni occidentali.

Il Rallentamento della Crescita Economica

Dopo il boom guidato dalla spesa militare nel 2023-2024, la crescita del <strong>PIL russo</strong> è prevista in netto rallentamento per il 2026. Secondo analisi recenti, l'economia passerà da una fase di 'raffreddamento gestito' a una stagnazione vera e propria, con una ripresa significativa improbabile prima del 2027. Questo shift è dovuto al fading dell'effetto stimolante della spesa bellica, combinato con tassi di interesse elevati intorno al 16% per combattere l'inflazione persistente.The Moscow Times evidenzia come le proiezioni di crescita siano ora ferme all'1.3%, riflettendo un potenziale economico esaurito.

Le entrate budgitarie russe hanno mostrato un arresto della crescita, con ricavi da petrolio e gas in calo drastico. Nel 2025, queste sono previste a 8.7 trilioni di rubli, contro i 10.9 trilioni pianificati inizialmente, a causa di prezzi del petrolio più bassi e sanzioni occidentali che costringono Mosca a sconti sui suoi crudi. Per il 2026, il quadro non migliora: la domanda interna è compressa da un rublo forte e credito ristretto, mentre l'output industriale è calato dello 0.7% a novembre 2025.Business Insider nota un declino dei profitti aziendali del 10% nei primi dieci mesi del 2025.

Il presidente Putin ha ammesso pubblicamente un rallentamento della crescita all'1% per il 2025, contro il 4.3% del 2024, attribuendolo a misure anti-inflazionistiche. Tuttavia, la realtà strutturale è più dura: settori civili come l'industria non militare arrancano, con solo agricoltura e manifattura che mostrano crescita sostenuta nel primo semestre 2025. La transizione verso la stagnazione prolungata rischia di erodere la fiducia pubblica, già preoccupata per costi della vita e guerra.

La Spesa Militare come Ancora di Crescita Distorta

Nonostante il rallentamento economico, le autorità russe non hanno margini per tagliare la <strong>spesa militare</strong>, che assorbe circa un terzo del bilancio. La guerra in Ucraina, entrata nel quarto anno, richiede risorse stabili al 6.3-6.5% del PIL, con produzione di armi che passerà da un +20-30% annuo a un modesto 5-7% nel 2026. Putin insiste su obiettivi massimalisti, inclusi i quattro regioni ucraini annessi, rendendo impossibile una riduzione.NEST Centre descrive questa come una 'stagnazione gestita' dove la difesa domina.

Questa allocazione distorce l'economia: mentre immette liquidità in produzione bellica, non aumenta l'offerta di beni di consumo, alimentando l'inflazione. Il budget 2026-2028 riflette priorità militari, con tecniche contabili che mascherano la vera entità della spesa. Regioni remote hanno beneficiato inizialmente del boom locale, ma effetti collaterali come carenze energetiche e inflazione stanno emergendo, colpendo anche centri urbani.

La prolungata pressione bellica limita lo sviluppo civile, con risorse deviate dalla crescita produttiva. Analisti prevedono che senza fine del conflitto, il 2026 segnerà un 'anno critico' per Putin, con vincoli economici che potrebbero forzare scelte impopolari. La sostenibilità della guerra dipende dalla capacità di mantenere intensità senza sovraccaricare ulteriormente il bilancio.

Aumento delle Tasse per Coprire i Deficit

Per colmare il gap tra entrate in calo e spese crescenti, il governo russo pianifica <strong>aumenti fiscali</strong> significativi. Il Ministero delle Finanze propone di alzare l'IVA dal 20% al 22% dal 1 gennaio 2026, tagliando benefici per PMI e riducendo spesa pubblica come quota del PIL. Questo mira a ridurre il deficit dal 2.6% del PIL attuale, ma grava sulla popolazione già sotto pressione inflazionistica.The Moscow Times prevede tasse più alte per compensare ricavi energetici deboli.

Le entrate nominali del budget sono previste in aumento del 10% a 40.3 trilioni di rubli, ma ciò riflette inflazione più che crescita reale. Con ricavi da energia scesi da oltre un miliardo al giorno nel 2022 a 650 milioni nel 2025, il sistema è al limite. Video-analisi confermano un'economia in recessione, con budget regionali in crisi e debito pubblico in salita.

Questi misure colpiscono i consumi: redditi reali in calo e domanda debole amplificano la stagnazione. Mentre la società ha finora contato più vincitori che perdenti dalla guerra, la stagnazione potrebbe invertire questa dinamica, erodendo il supporto popolare.

Prospettive e Rischi per il 2026

La maggior parte dei russi, secondo un sondaggio statale su 1600 persone, si aspetta la fine della guerra nel 2026, motivata dall'ottimismo per gli obiettivi presidenziali. Tuttavia, esperti dubitano: senza cambiamenti a Mosca, il conflitto persisterà, prolungando la stagnazione. Putin riconosce rischi di stagflazione ma priorita gli obiettivi territoriali.Business Insider evidenzia preoccupazioni diffuse per economia e guerra.

Strutturalmente, l'economia opera a piena capacità, con vincoli da riorientamento risorse verso il militare. Previsioni indicano crisi regionali, shutdown industriali e licenziamenti se le pressioni persistono. L'UE rafforza sanzioni, accelerando il declino delle esportazioni energetiche.

Un 2026 di 'collasso finanziario' è possibile, con inflazione a spirale e debito in salita. Solo una svolta nella guerra potrebbe liberare risorse per ripresa, ma scenari alternativi dipendono da dinamiche geopolitiche imprevedibili. L'ottimismo svanisce mentre la realtà economica morde.

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