Scopri la straordinaria mostra 'Ottocento al tramonto. Plinio Nomellini a Genova tra modernità e simbolismo'
La vita travolgente di Plinio Nomellini
Plinio Nomellini, nato a Livorno nel 1866, fu allievo di Giovanni Fattori e inizialmente legato alla poetica macchiaiola. Arrivato a Genova nel 1890, l'artista toscano trovò nella città ligure un terreno fertile per la sua evoluzione artistica. Qui, immerso nei fermenti sociali e politici di fine Ottocento, abbandonò gradualmente le lezioni dei macchiaioli per abbracciare il divisionismo, una tecnica innovativa che divideva il colore in tocchi puri per ottenere effetti luminosi vibranti. La sua permanenza genovese, durata fino al 1902, fu segnata da intensi scambi con pittori locali come Angelo Torchi e Rubaldo Merello, noti come la 'scuola di Albaro'. Nomellini non solo dipingeva paesaggi ma catturava l'essenza di una Genova in trasformazione, tra industrializzazione e lotte operaie, traducendo sulla tela i cambiamenti epocali.
L'arresto per attività anarchica nel 1894 rappresentò un momento cruciale nella biografia di Nomellini. Recluso nelle carceri di Sant'Andrea, l'artista produsse incisioni sofferte che documentano il trauma di quell'esperienza, spingendolo verso un'arte più introspettiva e poetica. Uscito di prigione, si immerse nei circoli intellettuali genovesi, volgendo il suo sguardo alla natura mitica e ai paesaggi liguri. Opere come 'La giornata è finita' ritraggono operai esausti al ritorno dai campi, evocando temi sociali con una sensibilità lirica. Questa fase segnò il passaggio dal divisionismo puro al simbolismo, dove la luce non è solo tecnica ma veicolo di ideali profondi. Genova divenne così non solo ambientazione, ma protagonista attiva della sua metamorfosi creativa, influenzando l'intero divisionismo italiano.
Dopo Genova, Nomellini si trasferì in Versilia, a Torre del Lago, dove riprese la vena paesaggistica con tramonti e burrasche marine. Tuttavia, il periodo ligure rimase il fulcro della sua produzione più innovativa. La mostra attuale celebra questa eredità, riunendo circa 50 opere che testimoniano la sua maestria. Attraverso dipinti e documenti, emerge un Nomellini militante, sensibile alle agitazioni sociali che animavano la città portuale. Il suo percorso riflette l'evoluzione dell'arte italiana tra Otto e Novecento, da tecnica sperimentale a espressione simbolica di un mondo in crisi.
