QWERTY: il mito del rallentamento sfatato

Pubblicato: 16/12/2025, 06:47:282 min
Scritto da
Maria Gloria Domenica
Categoria: Lifestyle
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QWERTY: il mito del rallentamento sfatato
La vera storia dietro il layout di tastiera più famoso al mondo

Un viaggio nella genesi della tastiera QWERTY

Le origini della tastiera QWERTY

La tastiera QWERTY prende il nome dalle prime sei lettere della fila superiore: Q, W, E, R, T, Y. Fu brevettata nel 1864 da Christopher Latham Sholes, un inventore americano, che collaborò con soci come Carlos Glidden per sviluppare le prime macchine da scrivere. Inizialmente, i prototipi presentavano un layout alfabetico, ma Sholes modificò la disposizione per risolvere problemi meccanici specifici delle macchine dell'epoca. Questo design non mirava a limitare la velocità degli utenti, bensì a ottimizzare il funzionamento hardware, prevenendo inceppamenti che rallentavano il processo di scrittura. La commercializzazione avvenne nel 1873 con la Remington No. 1, segnando l'inizio della sua dominanza.

Nelle prime macchine da scrivere, premere tasti vicini provocava collisioni tra i martelletti che colpivano il nastro inchiostrato, causando blocchi frequenti. Sholes ridisegnò il layout separando le lettere più comuni, come quelle delle digrammi frequenti in inglese, per minimizzare questi intoppi. Secondo fonti storiche, questa scelta permise una scrittura più fluida e continua, aumentando paradossalmente la produttività complessiva rispetto ai modelli precedenti. La Remington & Sons acquistò i diritti e perfezionò il prodotto, trasformandolo in un successo commerciale che diffuse il QWERTY in tutto il mondo.

Il mito che il QWERTY rallentasse i dattilografi nasce da una interpretazione errata: non fu creato per imporre lentezza, ma per evitare interruzioni meccaniche che la imponevano. Studi successivi confermano che, una volta superati i limiti hardware, il layout permette velocità elevate. Sholes testò varie configurazioni, consultando persino telegrafisti esperti nel codice Morse, per bilanciare frequenza d'uso e meccanica. Questo approccio pragmatico consolidò il QWERTY come standard, resistendo a generazioni di macchine da scrivere e tastiere moderne.

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