La testimonianza di Roman Oleksiv
La tragedia di Vinnytsia: l'attacco che ha cambiato la vita di Roman
Il 14 luglio 2022, nella città ucraina di Vinnytsia, tre missili russi colpirono l'ospedale dove Roman Oleksiv, allora di soli sette anni, si trovava con la madre Galina per una visita medica. L'attacco causò 22 vittime, tra cui la mamma del piccolo, mentre Roman fu l'unico sopravvissuto tra i pazienti presenti in quell'ala. Ferito gravemente, riportò ustioni di quarto grado sul 45% del corpo, un braccio rotto, un muscolo reciso alla gamba destra e schegge alla testa. Trasportato d'urgenza in Germania, all'ospedale di Dresda, i medici lottarono per salvarlo in condizioni disperate. Questo episodio rappresenta uno dei tanti attacchi indiscriminati contro infrastrutture civili durante il conflitto.
Le macerie dell'ospedale coprirono il corpo della madre di Roman, che il bambino intravide tra le pietre, riconoscendola solo dai capelli. Con voce tremante, ha raccontato di averli accarezzati prima di iniziare a scavare, in un gesto disperato di speranza. L'esplosione lo gettò in coma per 100 giorni, seguiti da un calvario medico infinito. Fonti riportano che l'equipe di Dresda rimase stupita dalla sua resilienza, definendolo un miracolo. L'attacco di Vinnytsia è stato documentato come un crimine di guerra, con indagini in corso per le responsabilità russe.
Roman, originario di Lviv ma residente temporaneamente a Vinnytsia, vide la sua infanzia stroncata in un istante. La perdita della madre lo rese orfano, affidato poi a familiari e strutture di accoglienza. Il bilancio ufficiale dell'attacco confermò la distruzione deliberata di un obiettivo civile, con missili Iskander che non risparmiarono bambini e medici. Questo evento non è isolato, ma parte di una strategia di terrore che ha colpito numerose città ucraine, lasciando cicatrici indelebili sulle giovani generazioni.
