Paladino invade l'Umbria: oltre la Transavanguardia

Pubblicato: 12/12/2025, 18:29:427 min
Scritto da
Maria Gloria Domenica
Categoria: Arte e Cultura
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Paladino invade l'Umbria: oltre la Transavanguardia
Un'antologica diffusa tra Perugia, Spoleto e Gubbio celebra l'intero universo artistico di Mimmo Paladino

Dal 8 novembre 2025 al 18 gennaio 2026, l'Umbria ospita una mostra antologica dedicata a Mimmo Paladino, non limitata alla Transavanguardia ma che ripercorre oltre cinquant'anni di carriera tra pittura, scultura, installazioni e cinema, in tre prestigiose sedi museali.

Il percorso antologico di Mimmo Paladino

Mimmo Paladino, nato a Paduli in provincia di Benevento nel 1948, è uno degli artisti italiani contemporanei più celebri a livello internazionale. La mostra 'Antologica', in corso dal 8 novembre 2025 al 18 gennaio 2026, offre una ricognizione completa della sua produzione, partendo dalle sperimentazioni concettuali e fotografiche degli anni Settanta fino alle grandi tele e installazioni degli ultimi decenni. Non si limita alla fase della Transavanguardia, movimento che lo vide protagonista negli anni Ottanta accanto a figure come Francesco Clemente e Sandro Chia, ma esplora l'intero arco creativo, inclusa la sua incursione nel cinema con film ispirati alla Divina Commedia e a Don Chisciotte. Opere seminali come 'Silenzioso, mi ritiro a dipingere un quadro' dialogano con pezzi di grande formato che invadono lo spazio espositivo, creando un dialogo tra bidimensionalità pittorica e tridimensionalità scultorea.

L'esposizione, curata in collaborazione diretta con l'artista e con i curatori Costantino D’Orazio e Aurora Roscini Vitali, presenta oltre sessanta opere, molte inedite o raramente esposte, provenienti da collezioni pubbliche e private italiane ed estere. Questo approccio filologico permette di cogliere l'evoluzione stilistica di Paladino: dal rifiuto delle tendenze minimaliste e poveriste del periodo giovanile, al ritorno alla figurazione enigmatica e arcaica che caratterizza la sua iconografia. Simboli ricorrenti come corpi ibridi, nature morte geometriche e presenze misteriose emergono in tele, sculture e installazioni, riflettendo un interesse costante per archetipi primordiali e memorie collettive. La mostra sottolinea come Paladino abbia sempre trasceso i confini disciplinari, integrando pittura con elementi teatrali e sonori, come la colonna sonora di Brian Eno per esposizioni passate.

L'iniziativa rappresenta un omaggio reciproco: Paladino rende tributo ai paesaggi e tradizioni umbre attraverso opere site-specific, come una predella contemporanea alla Galleria Nazionale dell’Umbria che evoca i panorami perugini. Questo intreccio tra artista e territorio amplifica il valore dell'antologica, trasformandola in un evento culturale che unisce rigore storico-critico e suggestione poetica. Un biglietto unico da 15 euro consente l'accesso a tutte le sedi, favorendo un itinerario diffuso che invita il visitatore a un viaggio immersivo nell'universo paladiniano.

Perugia: la Galleria Nazionale dell’Umbria

Alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia, cuore pulsante della mostra, si concentra il nucleo pittorico che documenta l'intero percorso creativo di Paladino. Oltre quaranta opere, tra cui dipinti storici post-1977 e grandi tele contemporanee, ripercorrono la svolta figurativa degli anni Ottanta, quando l'artista abbandonò l'astrattismo per abbracciare una pittura primitiva e simbolica. L'allestimento privilegia i lavori di grande formato che 'invadono lo spazio', con campiture dense di materia e figure archetipiche che evocano riti ancestrali e paesaggi interiori. Una tecnica mista su tavola, creata appositamente per la sede, raffigura santi enigmatici attingendo al repertorio di corpi, natura e geometria, aprendo uno sguardo sui panorami umbri.

Il 1977 segnò un turning point per Paladino: ritiratosi dalle avanguardie concettuali dominanti, l'artista iniziò a esplorare una figurazione personale, influenzata da fonti primitive e mediterranee. In questa sezione, tele come quelle degli anni Ottanta catturano l'essenza della Transavanguardia, ma il percorso si estende agli esiti recenti, mostrando una maturità che integra installazioni e performance. L'esposizione perugina funge da fulcro narrativo, con un'attenzione particolare alle sperimentazioni fotografiche iniziali e al ritorno alla pittura che mescola sacro e profano. L'atmosfera è arricchita da elementi multimediali, che riflettono l'interesse di Paladino per il cinema e la musica.

In concomitanza con la mostra, Perugia si illumina con le luminarie artistiche di Paladino su Corso Vannucci, intitolate 'Concerto in piazza'. Queste installazioni luminose, che trasformano il centro storico in un palcoscenico contemporaneo, celebrano tradizioni secolari attraverso un linguaggio moderno, in sinergia con il telo d'artista su Palazzo Baldeschi. Costantino D’Orazio, direttore della Galleria, ha definito l'evento un 'concerto tra istituzioni' che riposiziona Perugia come capitale dell'arte, unendo Fondazione Perugia, Comune e musei nazionali in un progetto ambizioso.

Spoleto: sculture e installazioni alla Rocca Albornoz

La Rocca Albornoz di Spoleto ospita la dimensione scultorea e installativa di Paladino, immergendo il visitatore in un dialogo tra corpo, forma e memoria materiale. Due grandi installazioni dominano gli spazi: una del 2006 con resti carbonizzati di sculture dal film 'Quijote', ispirato a Cervantes, e un'altra con suoni appositamente composti, che evocano colonne sonore come quella di Brian Eno. Queste opere monumentali, site-specific, esplorano la materialità del corpo umano e la sua frammentazione, temi centrali nella poetica dell'artista campano.

La Rocca, con i suoi saloni maestosi, amplifica l'impatto delle sculture di Paladino, che fondono bronzo, terracotta e elementi organici in forme ibride e totemiche. L'installazione dei resti carbonizzati non è solo reliquia cinematografica, ma riflessione sulla caducità e rigenerazione, temi ricorrenti dalla Transavanguardia in poi. Qui, l'arte esce dalla bidimensionalità per occupare lo spazio tridimensionale, creando un'esperienza immersiva che coinvolge sensi e memoria. Le opere, molte inedite, provengono da prestigiose collezioni, sottolineando l'importanza storico-critica della sezione spoletina.

Questa sede enfatizza il rapporto di Paladino con il paesaggio umbro: le installazioni dialogano con l'architettura medievale della Rocca, evocando un'armonia tra contemporaneo e antico. L'esposizione spoletina completa il trittico umbro, mostrando come l'artista continui a sperimentare con la scultura monumentale, abitando piazze e cortili con presenze enigmatiche che interrogano l'identità umana e collettiva.

Gubbio: le opere recenti a Palazzo Ducale

A Palazzo Ducale di Gubbio, la mostra si volge ai lavori più recenti, datati tra il 2007 e il 2025, documentando la vitalità attuale di Paladino. Nove opere, tra dipinti e sculture, rivelano un'evoluzione verso una figurazione ancora più intima e lirica, con campiture materiche che intrecciano natura, mito e geometria astratta. Questa sezione bilancia le esposizioni perugina e spoletina, offrendo uno sguardo sull'età contemporanea dell'artista, oltre i confini della Transavanguardia.

Le tele e le installazioni di Gubbio esplorano temi di memoria e transitorietà, con figure umane stilizzate che emergono da sfondi primordiali. Paladino, qui, conferma la sua maestria nel fondere pittura e scultura, creando pezzi che sfidano le categorie tradizionali. Molte opere sono inedite, scelte direttamente dall'artista, e dialogano con l'elegante architettura rinascimentale del Palazzo, creando un contrasto fecondo tra antico e moderno.

L'antologica diffusa culmina a Gubbio con un invito a riflettere sull'attualità di Paladino: a ottant'anni passati, continua a innovare, integrando elementi multimediali e site-specific. Questo trittico umbro – Perugia per la pittura storica, Spoleto per la scultura, Gubbio per il presente – configura un ritratto esaustivo, accessibile con biglietto unico, che celebra l'Umbria come terra di arte viva e dialogante.

Informazioni pratiche e significato culturale

Lanews.google.commostra 'Antologica' è aperta dal 8 novembre 2025 al 18 gennaio 2026 nelle tre sedi: Galleria Nazionale dell’Umbria (Corso Pietro Vannucci 19, Perugia), Rocca Albornoz (Spoleto) e Palazzo Ducale (Gubbio). Il biglietto unico costa 15 euro e permette visite illimitate, con opzioni guidate disponibili, come quelle domenicali alla GNU. Orari e prenotazioni sono consultabili sui siti ufficiali, con iniziative collaterali come luminarie e teli artistici che estendono l'evento urbano.

L'evento, frutto di collaborazione tra Direzione Regionale Musei Umbria, Comune di Perugia e Fondazione Perugia, riposiziona l'Umbria sulla mappa dell'arte contemporanea. Paladino, con la sua opera archetipica, ponte tra tradizione e sperimentazione, rende omaggio al territorio, mentre le istituzioni valorizzano il patrimonio culturale. Oltre 60 opere in un percorso unitario offrono un'esperienza unica, intrecciando filologia e poesia.

Culturalmente, la mostra supera la Transavanguardia per mostrare Paladino come artista totale: pittore, scultore, cineasta. In un contesto di globalizzazione artistica, iniziative come questa rafforzano il ruolo dei musei italiani nel dialogo internazionale, invitando pubblici diversi a scoprire un maestro che continua a interrogare l'umano attraverso forme eterne.

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