Il ritorno a Zootropolis: nuove sfide nel doppiaggio
Il mondo animato di Zootropolis si prepara ad accogliere nuovamente il pubblico con un sequel ricco di mistero e umorismo. Zootropolis 2 vede il ritorno dell'improbabile coppia di poliziotti formata dalla coniglietta Judy Hopps e dalla volpe Nick Wilde, impegnati questa volta in una terapia di coppia e, inevitabilmente, in un nuovo caso. Ad arricchire l'esperienza italiana del film, un cast di doppiatori d'eccezione: Michela Giraud, Max Angioni e Matteo Martari, che prestano le loro voci rispettivamente alla castorina complottista Nibbles, al serpente buono Gary e al sindaco stallone ex-attore Winddancer. L'arte del doppiaggio, come sottolinea Luca Ward, celebre doppiatore italiano, richiede una profonda comprensione del personaggio e la capacità di trasmetterne l'essenza attraverso la sola voce (come spiegato nel suo libro "Il talento di essere nessuno"). Non si tratta semplicemente di leggere un testo, ma di interpretare, sentire e rivivere le emozioni del personaggio. La sfida, come evidenziato dai tre attori, risiede proprio nel comprimere la fisicità e l'espressività corporea in una performance puramente vocale.
Affinità e difficoltà: l'esperienza di Michela Giraud
Michela Giraud, nota per la sua comicità irriverente e la sua capacità di affrontare temi complessi con leggerezza, si è cimentata nel ruolo di Nibbles, una castorina dai tratti complottisti. Durante l'intervista, l'attrice ha riflettuto sull'affinità con il personaggio, ammettendo che alcuni aspetti del suo carattere l'hanno aiutata a superare le difficoltà del doppiaggio. La Giraud ha spiegato come l'energia e la vivacità di Nibbles abbiano richiesto un approccio vocale particolarmente dinamico, un'esperienza diversa rispetto alle sue performance abituali. Come afferma Francesco Pannofino, altro pilastro del doppiaggio italiano, la chiave per un buon doppiaggio è l'empatia con il personaggio (come dichiarato in diverse interviste). La capacità di immedesimarsi nel ruolo, di comprenderne le motivazioni e le emozioni, permette al doppiatore di dare vita a una performance autentica e credibile.
Ingenuità e tenerezza: la sfida di Max Angioni
Max Angioni, comico emergente della scena italiana, ha dato voce a Gary, un serpente dal cuore tenero e dall'animo ingenuo. L'attore ha raccontato come l'interpretazione di un personaggio così particolare abbia comportato un lavoro approfondito sulla modulazione della voce e sull'espressione delle emozioni. Angioni ha sottolineato l'importanza di trovare il giusto equilibrio tra la comicità e la vulnerabilità del personaggio, per renderlo credibile e coinvolgente. La sfida, come evidenziato da Angioni, è stata quella di trasmettere la tenerezza e l'ingenuità di Gary attraverso la sola voce, senza poter contare sull'espressività del volto o sulla gestualità. Un compito non facile, che ha richiesto un grande lavoro di introspezione e di immedesimazione nel personaggio.
Movimento e interpretazione: il contributo di Matteo Martari
Matteo Martari, attore noto per la sua versatilità e la sua presenza scenica, ha prestato la sua voce al sindaco Winddancer, uno stallone ex-attore. Martari ha affrontato il ruolo con la professionalità che lo contraddistingue, cercando di dare al personaggio una personalità forte e carismatica. Durante l'intervista, l'attore ha scherzosamente commentato quanto ci si possa effettivamente muovere davanti al leggìo durante il doppiaggio, sottolineando come la fisicità, seppur limitata, possa comunque influenzare la performance vocale. Martari ha evidenziato come l'esperienza attoriale, anche quella teatrale, sia fondamentale nel doppiaggio, in quanto permette di comprendere a fondo le dinamiche del personaggio e di trasmetterne le emozioni in modo autentico. La capacità di muoversi nello spazio, anche se in modo limitato, può aiutare a dare maggiore credibilità alla performance vocale.
