Manara illumina il Medioevo di Eco: arte e mistero

Pubblicato: 29/11/2025, 09:38:233 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Cronaca
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Manara illumina il Medioevo di Eco: arte e mistero

Un incontro inatteso

L'incontro tra il mondo letterario di Umberto Eco e l'arte visiva di Milo Manara può apparire, a prima vista, sorprendente. Da un lato, Il nome della rosa, un romanzo storico denso di riferimenti filosofici, teologici e culturali, ambientato in un'abbazia medievale. Dall'altro, Manara, maestro del fumetto, noto per la sua sensualità e la capacità di rappresentare la figura femminile con un tratto inconfondibile. Eppure, questa combinazione si rivela straordinariamente fertile, dando vita a un'opera che rilegge il capolavoro di Eco attraverso la lente dell'arte di Manara, esaltandone la bellezza e il mistero. La sfida di Manara, come sottolineato da Elisabetta Sgarbi, curatrice della mostra dedicata all'opera, è quella di confrontarsi con un testo complesso e stratificato, senza tradirne lo spirito, ma arricchendolo con il suo personale immaginario.

La luce nel Medioevo

Il Medioevo di Manara non è un'epoca oscura e tenebrosa, come spesso viene rappresentata. Al contrario, è un Medioevo luminoso e fantastico, in cui la bellezza si manifesta in ogni dettaglio: nell'architettura delle abbazie, nei volti dei monaci, nella natura rigogliosa che circonda i luoghi del sapere. Manara, attraverso il suo tratto elegante e raffinato, riesce a catturare l'essenza di un'epoca in cui la fede, la conoscenza e la bellezza si intrecciavano in un equilibrio precario. La sua interpretazione visiva del romanzo di Eco non si limita a illustrare la trama, ma la arricchisce di sfumature emotive e psicologiche, rendendo i personaggi più vivi e palpabili. Come afferma Manara stesso, il fascino del Medioevo narrato da Eco risiede nella sua capacità di evocare un mondo complesso e affascinante, in cui il sacro e il profano, il razionale e l'irrazionale, convivono in un equilibrio instabile.

Fedeltà e reinterpretazione

L'opera di Manara è un esempio di come si possa essere fedeli a un testo originale senza rinunciare alla propria identità artistica. Le tavole realizzate per Il nome della rosa sono un omaggio al romanzo di Eco, ma anche una reinterpretazione personale, che ne esalta la bellezza e il mistero. Manara non si limita a illustrare le scene più importanti del romanzo, ma le arricchisce di dettagli, di sfumature, di emozioni, che rendono la sua opera unica e originale. La sua capacità di rappresentare la figura femminile, con la sua sensualità e la sua forza, è particolarmente evidente nella rappresentazione di alcuni personaggi del romanzo, come la giovane contadina che Adso incontra durante il suo soggiorno all'abbazia.

Un'opera monumentale

Il lavoro di Manara su Il nome della rosa è un'opera monumentale, frutto di anni di elaborazione artistica e di una profonda comprensione del romanzo di Eco. Le tavole realizzate sono un esempio di come il fumetto possa essere considerato una forma d'arte a tutti gli effetti, capace di comunicare emozioni, idee e concetti complessi. La mostra allestita presso il Volvo Studio di Milano, visitabile fino al 15 gennaio 2026, offre al pubblico la possibilità di ammirare da vicino la bellezza e la complessità di quest'opera, che rappresenta un importante contributo alla storia del fumetto italiano. Il catalogo della mostra, edito dalla Fondazione Elisabetta Sgarbi, costituisce un prezioso strumento per approfondire la conoscenza dell'opera di Manara e del suo rapporto con il romanzo di Eco.

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