Dario Marconcini porta sul palco le lettere di San Paolo, un testo incompiuto di Pier Paolo Pasolini. L'opera teatrale si concentra sulla predicazione dell'apostolo.
La parola di Pier Paolo Pasolini
Il regista e dramaturg Dario Marconcini ha scelto di portare in scena gli scritti di San Paolo, in particolare una sceneggiatura iniziata da Pier Paolo Pasolini. Quest'ultima, sebbene rimasta incompiuta e pubblicata postuma nel 1977, si concentra sulla predicazione dell'apostolo. Pasolini immaginava Paolo immerso in questo contesto.
Un dialogo con il passato
La scelta di Marconcini di recuperare questi scritti in un periodo definito "oscuro" solleva interrogativi sul loro significato attuale. Le lettere di San Paolo, in particolare quelle rivolte a Timoteo, contengono passaggi che hanno generato dibattito, come quelli riguardanti il ruolo della donna nella comunità religiosa. L'autrice del testo originale esprime una critica verso tali affermazioni, contrapponendo alla figura di Eva quella di Lilith e rivendicando per Eva la curiosità e la brama di conoscenza. La riflessione si estende anche alla figura di Adamo, accusato di stoltezza e ignoranza.
