Nella regione di Konya, nel cuore dell'Anatolia centrale, la terra sta scomparendo sotto i piedi degli abitanti. Questo processo geologico, un tempo raro, si è trasformato in un'emergenza accelerata con la formazione improvvisa di enormi voragini. Il fenomeno è strettamente legato al drastico abbassamento delle falde acquifere.
L'emergenza delle doline
Le voragini, note come doline o obruk in turco, misurano decine di metri di ampiezza e profondità. Le falde acquifere scendono di 4-5 metri all'anno a causa di una siccità persistente e di un prelievo idrico agricolo insostenibile. Quando l'acqua si ritira, le cavità sotterranee perdono il loro sostegno naturale, causando il crollo improvviso del suolo sovrastante. Solo nel distretto di Karapınar si contano oltre 530 voragini, rendendola la zona con la più alta densità di doline al mondo.
Konya: da culla agricola a rischio desertificazione
Konya è stata per millenni una delle regioni più fertili del Mediterraneo orientale, culla dell'agricoltura. A Çatalhöyük, intorno all'8.000 a.C., sorse la prima società agricola della storia umana. Questo territorio fu crocevia di culti ittiti dell'acqua e carovane della Via della Seta. Oggi, l'88% del territorio turco è a rischio desertificazione e l'Anatolia centrale sta letteralmente scomparendo.
