Sviluppi Operativi e Affermazioni Contraddittorie
I raid israeliani in Iran proseguono nel sesto giorno del conflitto. Teheran dichiara di aver colpito una petroliera americana nel Golfo. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane affermano che la nave “è attualmente in fiamme” e che dispongono del “controllo completo” dello Stretto di Hormuz. Secondo fonti iraniane, l'operazione è stata completata.
Parallelamente, segnalati attacchi con droni iraniani sull'aeroporto internazionale di Nakhchivan, in Azerbaigian. L'esercito iraniano ha smentito l'attacco. La situazione nel Golfo Persico rimane estremamente volatile.
Richieste di Diplomazia e Coalizioni Internazionali
L'alto rappresentante dell'Unione Europea, Kaja Kallas, ha espresso la necessità di "spazio per la diplomazia in Iran". La Russia ha lanciato un appello per la creazione di "un fronte unito per porre fine alla guerra" nel Golfo Persico. Parallelamente, gli Stati Uniti hanno autorizzato aerei americani a utilizzare basi francesi in Medio Oriente, come annunciato dal stato maggiore francese. Il Consiglio Atlantico si riunisce per affrontare la minaccia iraniana, in seguito all'incidente avvenuto in Turchia ieri.
L'agenda principale dell'incontro è la difesa missilistica.
Dialogo Politico e Preoccupazioni per l'Escalation
Si è registrata una telefonata tra il Presidente francese Macron e il Primo Ministro italiano Meloni, focalizzata sul sostegno ai Paesi del Golfo e a Cipro. L'obiettivo principale è “evitare un'escalation in Libano” e garantire la “libertà di navigazione”. Il Ministro francese degli Affari Esteri, Crosetto, ha descritto la situazione come “drammatica” e ha affermato di essere convinto che “negli ultimi decenni non si sia mai arrivati sull'orlo dell'abisso come si è arrivati adesso”.
