La scena del disastro
La dottoressa Antonella Santuccione Chadha ha descritto l'incrocio tra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto, teatro del deragliamento del tram 9, come uno "scenario di guerra". Le sue parole risuonano con la drammaticità delle immagini e delle esperienze vissute pochi istanti dopo il disastro, quando si è trovata ad assistere le vittime e i feriti. Il medico, che vive a Zurigo, ha condiviso la sua testimonianza sui social media, raccontando di essere appena uscita da un teatro dove stava partecipando a una ripresa sulla scienza. Salita su un taxi, si è ritrovata pochi minuti dopo ferma dietro un tram. Inizialmente, ha pensato che la strada fosse stata occupata da senzatetto. Tuttavia, il tassista l'ha corretta, informandola che il tram era deragliato. A quel punto, la dottoressa Santuccione Chadha ha chiesto di scendere, dichiarando di essere un medico. Davanti ai suoi occhi si è presentata una scena raccapricciante: caos, urla, corpi a terra, persone "spezzate" e vite interrotte prematuramente.
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L'intervento di primo soccorso
Uno dei video che documentano la tragedia mostra chiaramente la dottoressa Santuccione Chadha mentre si avvicina al tram quasi ribaltato. Indossava pantaloni e golf neri, una camicia bianca e scarpe da ginnastica gialle. In sottofondo, si sente una donna gridare "Aiutateli", mentre la dottoressa ripete con urgenza: "Non toccateli, non toccateli". Il suo racconto prosegue descrivendo l'arrivo di un giovane poliziotto in borghese, originario di Napoli, e di una giovane farmacista di origine russa, che le hanno offerto il loro aiuto. La dottoressa ha iniziato immediatamente le operazioni di triage e valutazione dei numerosi feriti, stimati in oltre 50. La rapidità e la determinazione con cui ha affrontato la situazione, nonostante lo shock della scena, testimoniano la sua dedizione professionale e il suo impegno nel salvare vite umane. La sua presenza e il suo intervento tempestivo sono stati cruciali in quei momenti concitati, fornendo un primo soccorso essenziale in un contesto di estrema emergenza. La sua descrizione vivida e commovente offre uno sguardo diretto sull'impatto umano di un simile evento catastrofico, sottolineando la fragilità della vita e l'importanza della prontezza d'intervento in situazioni critiche. La sua testimonianza non si limita a descrivere l'accaduto, ma evidenzia anche la solidarietà e la cooperazione che possono emergere anche nelle circostanze più difficili, con l'aiuto di professionisti e cittadini comuni che si attivano per prestare soccorso.
