Gelo europeo fine febbraio 2018

Pubblicato: 01/03/2026, 08:36:403 min
Scritto da
Maria Gloria Domenica
Categoria: Lifestyle
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Gelo europeo fine febbraio 2018

L'ultima grande ondata di gelo continentale

La fine di febbraio 2018 ha segnato l'ultima volta che l'Europa è stata interessata da un'ondata di gelo di vasta portata e di notevole intensità. Questo evento meteorologico non rappresenta l'ultimo episodio di freddo registrato nel continente, bensì l'ultima occasione in cui un'ampia porzione dell'Europa ha sperimentato contemporaneamente condizioni di gelo esteso e simultaneo. La genesi di questa perturbazione è da ricercarsi in una complessa sequenza di eventi atmosferici iniziati a quote elevate, che si sono progressivamente strutturati fino a favorire l'afflusso di aria gelida di origine continentale. Il meccanismo scatenante è stato innescato a metà febbraio, quando il vortice polare ha subito un significativo indebolimento e una divisione. Questo fenomeno, noto come "split del vortice polare", si è verificato nella stratosfera, a un'altitudine di circa 30 chilometri. Tuttavia, da solo, questo evento in alta quota non era sufficiente a garantire l'instaurarsi di condizioni di gelo sul continente europeo. La sua influenza si è propagata nei giorni successivi, con l'indebolimento del vortice alle quote più alte che si è gradualmente trasmesso agli strati atmosferici inferiori. Questa trasmissione è un passaggio cruciale per comprendere la dinamica dell'evento. Quando le perturbazioni atmosferiche rimangono confinate a quote elevate, spesso le condizioni al suolo subiscono variazioni minime. Nel caso del 2018, invece, la comunicazione tra l'alta e la bassa atmosfera è stata particolarmente efficace. La circolazione atmosferica alle medie latitudini ha reagito a questo indebolimento del vortice polare organizzando un "blocco". Questo blocco si è manifestato come un'area di alta pressione posizionata strategicamente tra l'Atlantico e la Scandinavia.

febbraio 2018: tanta neve in Italia

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blocco anticiclonico e afflusso da est

blocco anticiclonico e afflusso da est

La formazione del blocco anticiclonico

L'anticiclone formatosi tra l'Atlantico e la Scandinavia ha svolto un ruolo determinante nel deviare le normali correnti occidentali. Queste correnti, che solitamente trasportano aria più mite verso l'Europa, sono state bloccate dall'alta pressione. Di conseguenza, si è creata una via preferenziale per l'afflusso di masse d'aria fredda provenienti dalle regioni continentali, caratterizzate da temperature molto basse. La persistenza di questa configurazione barica ha permesso all'aria gelida di stazionare sull'Europa per un periodo prolungato, causando un abbassamento generalizzato delle temperature su gran parte del continente. La combinazione di un vortice polare indebolito e diviso in stratosfera, con una efficace trasmissione di questo disturbo verso le quote inferiori, unita alla formazione di un blocco anticiclonico alle medie latitudini, ha creato le condizioni ideali per l'ultima grande ondata di gelo che ha interessato l'Europa alla fine di febbraio 2018. È importante sottolineare la differenza tra un semplice episodio freddo e un'ondata di gelo estesa e simultanea. Mentre l'Europa può sperimentare periodi di freddo anche in assenza di tali dinamiche su larga scala, l'evento del 2018 si distingue per la sua ampiezza geografica e la sua intensità, rendendolo un caso di studio significativo per la meteorologia. La sequenza di eventi atmosferici, iniziata a quote molto elevate, ha dimostrato come le interazioni tra diversi strati dell'atmosfera possano avere ripercussioni significative sulle condizioni meteorologiche al suolo, influenzando la vita di milioni di persone. La comprensione di questi meccanismi è fondamentale per prevedere e mitigare gli impatti di futuri eventi meteorologici estremi.

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