Il Tribunale civile di Treviso ha concluso una lunga disputa familiare riguardante un appartamento a Senigallia, regalato nel 2021 da una madre a una delle sue figlie. La vicenda ha visto coinvolte tre donne, tutte residenti in un comune del trevigiano. Al centro del contendere c'era l'atto di donazione che avrebbe trasferito alla figlia la proprietà di una casa di villeggiatura a Senigallia, valutata 80.000 euro.
La Donazione e la Contestazione
La madre, una donna di 86 anni originaria di Venezia, aveva provveduto a donare alla figlia, che la sorella riteneva fosse la preferita, la piena proprietà della casa di villeggiatura. Secondo la figlia esclusa, l'atto di donazione avrebbe dovuto includere la presenza di due persone, ma queste non erano state presenti. Considerando l'atto come potenzialmente falso, la donna aveva intentato un'azione legale per ottenere l'annullamento del rogito. La madre, attualmente sottoposta ad amministrazione di sostegno, non si è costituita in giudizio, mentre la figlia beneficiaria si è difesa.
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La disputa si è protratta tra le sorelle per un periodo di tempo non specificato.
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La Decisione del Giudice
Il giudice ha emesso una sentenza mercoledì, dichiarando l'inammissibilità della domanda presentata dalla figlia esclusa. La decisione si basava sul "difetto di interesse", ovvero il fatto che la donna non aveva fatto parte del contratto di donazione tra la madre e la sorella. Il dispositivo della sentenza specificava che l'esclusa non avrebbe tratto alcun vantaggio patrimoniale diretto dall'accoglimento della domanda. Il Tribunale di Treviso ha quindi archiviato la causa, ponendo fine alla disputa familiare per la proprietà dell'appartamento a Senigallia.
