Analisi della Strategia Iraniana di Negoziazione
L’Iran ha affrontato il negoziato con Donald Trump come parte di una lunga partita tattica con Washington. La strategia di riunioni senza esito e di attesa si è trasformata in un boomerang geopolitico. Per comprendere la situazione attuale, è fondamentale notare che Teheran ha applicato a Trump uno schema interpretativo già utilizzato con i suoi predecessori. Per oltre due decenni, la Repubblica islamica ha gestito il confronto con Washington attraverso una strategia basata su tempi lunghi, ambiguità calcolate e negoziati diluiti.
Questo approccio era stato efficace con presidenti come Barack Obama e Joe Biden. Teheran aveva individuato margini di trattativa fondati sull’evitare l’escalation militare e mantenere aperto un canale diplomatico, anche con progressi minimi e incontri ripetuti.
Il Paradigma di Trump e la Mancanza di Pazienza
Con Donald Trump, questo paradigma si è rivelato inadeguato. Trump non ha concepito il negoziato come un processo infinito, ma come una sequenza di scadenze ravvicinate, risultati tangibili e pressioni crescenti. L'interlocutore non era disposto a diluire il confronto nel tempo. L'approccio di Trump si discostava significativamente dalla strategia tradizionale iraniana, che prevedeva un approccio paziente e graduale alla diplomazia.
Pressioni e Scadenze
La politica di Trump si basava su una serie di scadenze ravvicinate e sulla ricerca di risultati tangibili, accompagnati da crescenti pressioni. Questa strategia ha creato un ambiente di tensione e ha reso difficile per Teheran trovare un terreno comune per la negoziazione. L'uscita... (il testo è troncato, ma l'implicazione è che l'approccio di Trump ha contribuito all'attuale situazione di tensione).
