Bilancio delle condanne e delle indagini
La giustizia contabile ha delineato un quadro significativo di irregolarità nell'utilizzo di fondi pubblici, con un danno erariale complessivo che si attesta a quasi 8 milioni di euro. Questo dato emerge dalle 25 sentenze di condanna emesse, per un totale di 2,3 milioni di euro, nei confronti di soggetti che hanno percepito o utilizzato indebitamente risorse pubbliche. Tra i condannati figurano professionisti del settore sanitario, amministratori di sostegno, imprenditori, appartenenti alle forze dell'ordine e personale scolastico, evidenziando la trasversalità dei casi di mala gestio. Questi risultati sono stati presentati durante la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte dei Conti, tenutasi ieri mattina presso la Loggia dei Mercanti di Ancona. L'evento ha offerto una fotografia dettagliata dell'attività della magistratura contabile, mettendo in luce un trend in crescita per quanto concerne i procedimenti e le richieste di risarcimento. Il presidente della sezione giurisdizionale, Valter Camillo del Rosario, ha sottolineato un "notevole incremento dei fascicoli e delle domande risarcitorie" nel corso del 2025. Quest'anno ha visto l'apertura di 675 nuove indagini, scaturite da un totale di 1.355 segnalazioni. Questo aumento quantitativo riflette una maggiore attenzione e un'attività investigativa più intensa da parte degli organi competenti.
Focus su bonus edilizi e frodi
Un settore particolarmente sotto la lente d'ingrandimento è quello dei bonus edilizi. La procura, coordinata dalla dottoressa Alessandra Pomponio, ha avviato procedimenti giudiziari, ancora pendenti, per un danno stimato in 5 milioni di euro. Le contestazioni riguardano responsabilità amministrativo-contabili connesse a sistemi fraudolenti volti all'ottenimento illecito di denaro. Tali schemi illeciti sarebbero stati realizzati anche attraverso l'utilizzo di società fittizie, un modus operandi che mira a schermare i reali beneficiari e a rendere più complessa l'individuazione delle responsabilità. Le indagini in questo ambito mirano a ricostruire la catena di responsabilità e a recuperare le somme indebitamente percepite, con un occhio di riguardo alla prevenzione di future frodi. L'impiego di società di comodo rappresenta una delle sfide maggiori per gli inquirenti, richiedendo competenze specifiche nell'analisi finanziaria e nella tracciabilità dei flussi di denaro.
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Amministratori infedeli e danno d'immagine
Un altro fronte di indagine attivo riguarda i casi di tutori o amministratori di sostegno infedeli. Questi soggetti sono accusati non solo di peculato o appropriazione indebita, ovvero di aver sottratto beni o denaro a loro affidati, ma anche di aver causato un significativo danno d'immagine al Ministero della Giustizia. La fiducia riposta in queste figure professionali è fondamentale per la tutela dei soggetti vulnerabili, e la loro infedeltà mina le basi stesse del sistema di protezione. Le azioni legali intraprese mirano a sanzionare non solo il danno economico diretto, ma anche quello reputazionale, che può avere ripercussioni più ampie sulla credibilità delle istituzioni e sulla percezione della giustizia da parte dei cittadini. La procura sta lavorando per accertare l'entità del danno patrimoniale e per individuare tutte le responsabilità connesse a queste condotte. L'impatto sull'immagine del Ministero della Giustizia, in particolare, sottolinea come questi illeciti non siano meri reati patrimoniali, ma abbiano una valenza che va oltre il mero interesse economico, intaccando la fiducia pubblica.
