Trapianto di cuore: 4 minuti cruciali

Pubblicato: 27/02/2026, 18:28:504 min
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Redazione
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Trapianto di cuore: 4 minuti cruciali

L'attesa del cuore e le prime testimonianze

Un intervallo di quattro minuti tra l'espianto del cuore malato del piccolo Domenico Caliendo e l'arrivo dell'organo donato da Bolzano emerge come un dettaglio significativo nelle indagini sulla tragica vicenda. L'espianto è avvenuto alle 14.18 del 23 dicembre, mentre il nuovo cuore è giunto nella struttura ospedaliera solo alle 14.22. Questo lasso di tempo, seppur breve, potrebbe rappresentare un elemento chiave per comprendere le decisioni prese dai medici del Monaldi. Le testimonianze dei sanitari, raccolte dalla procura di Napoli, che sta indagando sul fallimento del trapianto conclusosi con la morte del bambino di soli 2 anni, suggeriscono che la condizione dell'organo donato fosse già compromessa al suo arrivo. Nonostante ciò, i medici avrebbero deciso di procedere con l'intervento chirurgico, motivando la scelta con la mancanza di alternative. Al momento dell'apertura del contenitore refrigerato, descritto come inadeguato per il trasporto dell'organo, il personale medico e sanitario si è trovato di fronte a una situazione inaspettata e preoccupante. Il cuore appariva in condizioni critiche, tanto da spingere i presenti a tentare disperatamente di scongelarlo. Sono stati impiegati diversi metodi, utilizzando acqua a temperature variabili: prima fredda, poi tiepida e infine calda. Questi tentativi, tuttavia, si sono rivelati infruttuosi. Un testimone, interrogato nell'ambito dell'indagine, ha descritto il cuore come "una pietra durissima", che si era ammorbidito solo parzialmente nonostante i ripetuti risciacqui. Questa testimonianza sottolinea la gravità della situazione e le difficoltà incontrate dai medici nel tentativo di salvare il piccolo paziente. La procura sta analizzando attentamente tutti gli elementi emersi dalle deposizioni per ricostruire l'esatta sequenza degli eventi e accertare eventuali responsabilità.

La condizione dell'organo e la decisione di procedere

La condizione del cuore prelevato a Bolzano, giunto al Monaldi dopo un intervallo di quattro minuti dall'espianto del cuore del piccolo Domenico Caliendo, ha destato profonda preoccupazione tra il personale medico. Le testimonianze raccolte dalla procura di Napoli, che sta conducendo le indagini sul trapianto fallito, evidenziano come l'organo donato si presentasse in uno stato "pessimo". Nonostante la constatazione delle criticità, i medici del Monaldi hanno preso la decisione di procedere comunque con il trapianto. Questa scelta è stata giustificata dalla presunta assenza di alternative. La procura sta cercando di accertare se vi fossero effettivamente altre opzioni disponibili o se la decisione sia stata dettata dalla necessità di agire rapidamente, nonostante le condizioni non ottimali dell'organo. L'apertura del box-frigo, ritenuto inadeguato per il trasporto dell'organo, ha rivelato l'entità del problema. I sanitari si sono trovati di fronte a un cuore che appariva compromesso, tanto da tentare procedure di scongelamento d'emergenza. L'uso di acqua fredda, tiepida e calda è stato un tentativo estremo per cercare di rendere l'organo utilizzabile, ma senza successo. La descrizione del cuore come "una pietra durissima" da parte di un testimone durante l'interrogatorio rende l'idea della gravità della situazione. La parziale ammorbidimento ottenuto attraverso i risciacqui non è stato sufficiente a rendere l'organo idoneo al trapianto. L'indagine mira a comprendere le circostanze che hanno portato a questa situazione, valutando la catena di eventi che hanno preceduto e accompagnato il trapianto, inclusa la gestione del trasporto dell'organo e le decisioni mediche prese in un momento così delicato.

Le indagini e la ricostruzione degli eventi

Le indagini condotte dalla procura di Napoli sul trapianto di cuore fallito del piccolo Domenico Caliendo, deceduto a seguito dell'intervento, si concentrano ora su nuovi elementi emersi dalle testimonianze dei sanitari. Il dettaglio dei quattro minuti di differenza tra l'espianto del cuore malato del bambino (avvenuto alle 14.18 del 23 dicembre) e l'arrivo dell'organo donato da Bolzano (alle 14.22) sta assumendo un ruolo centrale nella ricostruzione degli eventi. Questo intervallo temporale, sebbene minimo, potrebbe aver avuto implicazioni sulla condizione dell'organo donato. Le testimonianze indicano che, una volta giunto nella struttura del Monaldi, il cuore presentava uno stato "pessimo". Nonostante ciò, i medici hanno deciso di procedere con il trapianto, motivando la scelta con la mancanza di alternative. La procura sta verificando la fondatezza di questa affermazione e se vi fossero altre opzioni percorribili. La situazione critica dell'organo è diventata evidente al momento dell'apertura del contenitore refrigerato, descritto come inadeguato per il trasporto. Il personale sanitario ha tentato disperatamente di scongelare il cuore, utilizzando acqua a diverse temperature, ma senza ottenere risultati significativi. La descrizione di un testimone, che ha definito il cuore "una pietra durissima", sottolinea la gravità del danno subito dall'organo. L'inchiesta mira a chiarire ogni aspetto della vicenda, dalla gestione del trasporto dell'organo alle decisioni mediche prese in sala operatoria. L'obiettivo è ricostruire con precisione la catena di eventi che hanno portato al tragico epilogo e accertare eventuali responsabilità. Le testimonianze raccolte sono fondamentali per comprendere le dinamiche interne all'ospedale e le procedure seguite in un caso così delicato e complesso.

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