La Pressione Americana e le Posizioni Contraddittorie
Le recenti trattative sul programma atomico iraniano si sono concluse senza risultati concreti. Le delegazioni coinvolte mantengono posizioni distanti sui punti chiave, mentre gli Stati Uniti intensificano la pressione, sia diplomatica che militare, attraverso condizioni severe e un aumento della presenza di forze aeree e navali nel Medio Oriente. Durante gli incontri serali, i rappresentanti statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner hanno reiterato la richiesta a Teheran di eliminare i tre principali impianti nucleari – Fordow, Natanz e Isfahan – e di trasferire all’estero, sotto controllo americano, l’intero stock residuo di uranio arricchito. Questa posizione è stata riportata da fonti vicine al negoziato.
Leone XIV
Le Condizioni Americane: Assenza di Limiti Temporali
Leone XIV
La posizione americana, come ribadita dai rappresentanti statunitensi, include la richiesta che qualsiasi futura intesa non preveda limiti temporali, superando il modello dell’accordo JCPOA (Joint Comprehensive Plan of Action) siglato durante la presidenza Obama. Questo accordo è stato ripetutamente criticato dai repubblicani per essere considerato insufficiente. Donald Trump, nel corso del suo primo mandato, aveva abbandonato l’JCPOA, ripristinando un severo regime sanzionatorio contro la Repubblica Islamica.
La Reazione dell'Iran e le Obiezioni al Programma
Teheran ha respinto l'idea di esportare le proprie riserve di uranio e si oppone sia alla cessazione definitiva delle attività di arricchimento sia allo smantellamento delle infrastrutture nucleari o a vincoli permanenti sul programma. Le posizioni iraniane sono state riportate da media ufficiali iraniani e da fonti informate sui negoziati.
