Crisi dello zucchero, stop a Pontelongo

Pubblicato: 27/02/2026, 19:16:565 min
Scritto da
Maria Gloria Domenica
Categoria: Lifestyle
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Crisi dello zucchero, stop a Pontelongo

Sospensione stagionale dell'impianto di Pontelongo

Coprob-Italia Zuccheri, l'unico produttore di zucchero in Italia, ha annunciato la sospensione stagionale del proprio impianto situato a Pontelongo, in provincia di Padova. Questa decisione, che avrà effetto a partire da una data non specificata ma che vede il mantenimento del solo reparto di confezionamento per il 2026, è stata motivata principalmente dai prezzi eccessivamente bassi dello zucchero bianco sul mercato europeo. Tale situazione di mercato è a sua volta il risultato di una complessa interazione di fattori che hanno generato una crisi di portata internazionale nel settore. Negli ultimi anni, si è assistito a un incremento significativo dell'afflusso di zucchero proveniente dall'estero verso il continente europeo. Questo aumento delle importazioni ha esercitato una pressione al ribasso sui prezzi interni. Contemporaneamente, gli agricoltori locali che si dedicano alla coltivazione della barbabietola da zucchero si trovano ad affrontare sfide crescenti. Tra queste, la diffusione di nuovi patogeni che colpiscono la coltura della barbabietola rappresenta una minaccia costante. La propagazione di tali agenti patogeni è stata, in parte, correlata ai cambiamenti climatici e al riscaldamento globale, comportando un aumento dei costi di produzione per gli agricoltori. Inoltre, il sistema di regolamentazione volto a proteggere il mercato dello zucchero europeo, anziché fornire stabilità, ha generato distorsioni che stanno contribuendo ad aggravare la crisi attuale. Queste distorsioni possono derivare da diverse dinamiche, come quote di importazione, sussidi o altre misure che, pur concepite per sostenere il settore, finiscono per alterare le dinamiche di mercato in modo non sempre favorevole ai produttori interni. L'impianto di Pontelongo è uno degli ultimi siti produttivi in Italia dedicati alla trasformazione della barbabietola da zucchero in prodotto finito. La sua attività è di fondamentale importanza per l'economia locale, dando impiego diretto a 200 persone. L'indotto generato dall'impianto è ancora più esteso, poiché sono almeno 2.000 gli agricoltori che coltivano la barbabietola da zucchero in Veneto e la cui attività è strettamente collegata al funzionamento del sito di Pontelongo. La cooperativa, nel comunicato stampa che ha reso nota la decisione, ha sottolineato come la scelta sia il risultato di "analisi tecnico-economiche-finanziarie approfondite".

Fattori scatenanti della crisi e impatto sul settore

Migliori ospedali d'Italia

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La crisi che ha colpito il settore dello zucchero in Europa è multifattoriale, con ripercussioni dirette sulla sostenibilità delle produzioni nazionali. L'aumento delle importazioni di zucchero dall'estero ha saturato il mercato europeo, mettendo sotto pressione i prezzi. Questo afflusso è spesso legato a politiche commerciali internazionali, a surplus produttivi in altre aree del mondo o a condizioni di mercato più favorevoli in termini di costi di produzione. La competizione con prodotti importati, spesso realizzati a costi inferiori, rende difficile per i produttori europei mantenere margini di profitto adeguati. Parallelamente, le sfide fitosanitarie rappresentano un ostacolo significativo per gli agricoltori europei. Nuovi patogeni della barbabietola da zucchero, la cui diffusione è facilitata anche dalle mutate condizioni climatiche, richiedono interventi più costosi e complessi per essere gestiti. L'aumento dei costi per la protezione delle colture, unito alla volatilità dei prezzi di vendita, erode ulteriormente la redditività delle aziende agricole. Il legame tra riscaldamento globale e diffusione di patogeni evidenzia una vulnerabilità strutturale del settore agricolo di fronte ai cambiamenti ambientali. Il sistema di protezione del mercato dello zucchero europeo, sebbene concepito per salvaguardare i produttori interni, sembra aver contribuito a creare squilibri. Le misure di sostegno, se non calibrate con precisione, possono generare effetti indesiderati, come la dipendenza da determinati mercati di approvvigionamento o la disincentivazione all'innovazione e all'efficienza produttiva. La complessità delle normative e delle politiche agricole europee può talvolta tradursi in distorsioni che favoriscono alcuni attori a scapito di altri, acuendo le difficoltà per le realtà produttive più fragili. La decisione di Coprob-Italia Zuccheri di sospendere stagionalmente l'impianto di Pontelongo è un segnale preoccupante per l'intero settore nazionale. La chiusura di un sito produttivo così importante non solo comporta la perdita di posti di lavoro diretti e indiretti, ma rischia anche di indebolire ulteriormente la filiera italiana dello zucchero, rendendola più dipendente dalle importazioni e meno resiliente alle fluttuazioni del mercato globale. Il mantenimento del solo reparto di confezionamento per il 2026 indica una parziale continuità operativa, ma la sospensione della fase di trasformazione della barbabietola segna un ridimensionamento significativo delle attività.

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Implicazioni future e prospettive per il settore

La sospensione stagionale dell'impianto di Pontelongo solleva interrogativi sul futuro della produzione di zucchero in Italia. La dipendenza da un unico produttore nazionale rende il settore particolarmente vulnerabile a decisioni strategiche come questa. La perdita di capacità produttiva interna potrebbe tradursi in un aumento delle importazioni, con potenziali ripercussioni sulla bilancia commerciale e sulla sicurezza alimentare del paese per quanto riguarda questo prodotto. La situazione evidenzia la necessità di una revisione delle politiche agricole e commerciali che riguardano il settore dello zucchero. È fondamentale trovare un equilibrio tra la necessità di garantire prezzi accessibili ai consumatori e il sostegno alla produzione nazionale, che contribuisce all'economia locale e alla preservazione del know-how agricolo. Le misure di sostegno dovrebbero essere progettate per promuovere l'efficienza, l'innovazione e la sostenibilità ambientale, piuttosto che creare distorsioni di mercato. Affrontare la sfida dei nuovi patogeni e degli effetti del riscaldamento globale richiederà investimenti in ricerca e sviluppo, nonché il supporto agli agricoltori per l'adozione di pratiche agricole resilienti e a basso impatto ambientale. La cooperativa Coprob-Italia Zuccheri, attraverso le sue analisi tecnico-economiche-finanziarie, ha certamente identificato le criticità che hanno portato a questa decisione. La speranza è che tali analisi possano servire da base per individuare soluzioni future che permettano di rilanciare il settore. Il mantenimento del reparto di confezionamento per il 2026 suggerisce una volontà di mantenere una presenza sul mercato, seppur ridimensionata. Tuttavia, la sostenibilità a lungo termine di questa presenza dipenderà dalla capacità di superare le sfide attuali e di adattarsi a un contesto di mercato in continua evoluzione. La crisi dello zucchero in Europa, e in particolare la decisione di Coprob-Italia Zuccheri, rappresenta un campanello d'allarme che richiede un'attenta riflessione da parte di tutti gli attori coinvolti: produttori, agricoltori, istituzioni e consumatori.

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