Brides: Il debutto alla regia di Nadia Fall

Pubblicato: 27/02/2026, 18:23:475 min
Scritto da
Maria Gloria Domenica
Categoria: Spettacolo
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Brides: Il debutto alla regia di Nadia Fall

L'esordio cinematografico di Nadia Fall

La regista teatrale e drammaturga britannica Nadia Fall fa il suo ingresso nel mondo del cinema con "Brides", un film che ha debuttato a livello mondiale al Sundance lo scorso anno. La pellicola giunge ora in Italia, con distribuzione a partire dal 5 marzo, grazie alla collaborazione con Rosamont, la società di produzione di Marika Stocchi e Giuseppe Battiston. Rosamont ha co-prodotto il film insieme a Neon Films, in associazione con IE IE Productions e in collaborazione con Rai Cinema. L'arrivo del film in Italia avviene in una curiosa coincidenza con un'altra opera intitolata "The Bride!" (La Sposa!), diretta da Maggie Gyllenhaal. Tuttavia, la coincidenza si limita al titolo, poiché Nadia Fall focalizza la sua narrazione su due giovani adolescenti, Doe (interpretata da Ebada Hassan) e Muna (interpretata da Safiyya Ingar). Nel 2014, queste due ragazze, la prima di origini somale e la seconda pakistana, decidono di lasciare il Regno Unito per dirigersi in Siria. La loro fuga è motivata dal desiderio di sfuggire alle proprie famiglie e a una società che le discrimina e le sottopone a bullismo. L'obiettivo che si prefiggono è raggiungere la Siria per iniziare quella che, basandosi sulle informazioni reperite sui social network, immaginano essere una nuova vita, migliore e più appagante. Il loro piano, tuttavia, subisce una battuta d'arresto quando arrivano a Istanbul. Qui, l'intermediario che avrebbe dovuto accompagnarle al confine scompare, lasciandole sole e disorientate. Impreparate di fronte a questa situazione inaspettata e spaventate, le due ragazze si trovano a dover affrontare una dura realtà e a interrogarsi sulla validità e sulla sicurezza della strada che hanno intrapreso. Nadia Fall, con questo film, affronta uno dei tabù più delicati e dolorosi dell'Occidente multiculturale, esplorando le motivazioni e le conseguenze di scelte estreme compiute da giovani in cerca di un futuro diverso.

La fuga e la disillusione

La trama di "Brides" si sviluppa attorno alla decisione radicale di Doe e Muna di abbandonare il Regno Unito nel 2014. Le due adolescenti, provenienti da contesti familiari e culturali differenti ma unite da un comune senso di alienazione, sono spinte dalla promessa di una vita migliore, un'utopia costruita attraverso le narrazioni filtrate dai social media. La Siria, in questo contesto, rappresenta un rifugio ideale, un luogo dove poter ricominciare da capo, libere dalle pressioni sociali e dalle discriminazioni che hanno subito nel loro paese d'origine. La loro fuga è un atto di ribellione, un tentativo disperato di reclamare il proprio futuro e di trovare un senso di appartenenza. La scelta di intraprendere questo viaggio è carica di speranza, ma anche di una profonda ingenuità. Le informazioni che hanno raccolto online non riflettono la complessa realtà che le attende. L'arrivo a Istanbul segna un punto di svolta cruciale nella loro avventura. L'incontro con l'intermediario, figura chiave nel loro piano, si rivela essere un'ulteriore disillusione. La sua assenza le getta in uno stato di vulnerabilità e incertezza, costringendole a confrontarsi con la precarietà della loro situazione. La regista pone l'accento sulla fragilità delle protagoniste, sulla loro giovane età e sulla mancanza di esperienza che le rende ancora più esposte ai pericoli. La solitudine e la paura diventano compagne costanti, mentre la speranza iniziale inizia a vacillare di fronte alla dura realtà. "Brides" non si limita a raccontare una storia di fuga, ma indaga le dinamiche psicologiche ed emotive che spingono i giovani verso scelte estreme, esplorando le conseguenze di una ricerca di identità in un mondo sempre più complesso e frammentato.

Brides - Giovani spose - (Vue Lumière)

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Brides - Giovani spose - Vue Lumie\\u0300re

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Un tema delicato e attuale

"Brides" si inserisce nel dibattito contemporaneo sui fenomeni di radicalizzazione e sulle motivazioni che portano giovani, spesso appartenenti a minoranze, a cercare rifugio in contesti estremi. Nadia Fall affronta con sensibilità e realismo uno dei tabù più significativi dell'Occidente multiculturale: il modo in cui le promesse di un futuro migliore, veicolate da narrazioni online, possono influenzare decisioni di vita o di morte. Il film mette in luce la complessità delle identità giovanili in società sempre più globalizzate e interconnesse. Le protagoniste, Doe e Muna, rappresentano una generazione che naviga tra diverse influenze culturali e che cerca il proprio posto nel mondo. La discriminazione e il bullismo che subiscono nel Regno Unito sono fattori scatenanti che le rendono più suscettibili a promesse di un paradiso altrove. L'arrivo a Istanbul, e la conseguente perdita della guida, costringe le ragazze a una profonda riflessione. Devono confrontarsi con le proprie scelte, con la disillusione e con la necessità di trovare nuove strategie di sopravvivenza. Il film non offre risposte facili, ma pone domande importanti sulla responsabilità della società nel fornire un ambiente inclusivo e sicuro per tutti i giovani, indipendentemente dalle loro origini. "Brides" è un'opera che invita alla riflessione, mettendo in scena un dramma umano che tocca corde profonde e attuali.

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