Le Vite Perdute: Un Documento di Resistenza
Dopo ogni massacro e ogni repressione, la prima domanda che i media pongono è: "Quanti erano?". Cercano un numero, una statistica, una cifra. Noi abbiamo scelto di iniziare altrove: con i nomi, con i lavori, con le storie, con vite reali. Dopo la carneficina, una volta accettata la realtà e superata la fase di shock, con alcuni amici e attivisti, ho iniziato a compilare una lista non solo per contare i morti, ma per mostrare chi era stato ucciso.
Erano operai di fabbrica, avvocati, insegnanti, pensionati e persino bambini che lavoravano per sostenere le loro famiglie. Erano persone che si erano riversate nelle strade per il loro diritto di vivere e che erano state uccise.
La Resistenza Contro l'Oblio
Questo sforzo non è solo un progetto di documentazione; lo vedo come una forma di resistenza contro l'oblio. Quando il potere politico trasforma tutto in una performance – narrazioni ufficiali, confessioni televisive, celebrazioni statali – la nostra risposta è preservare la memoria umana. Se la storia collassa, la violenza non si ferma con il corpo; attacca la memoria e cerca di seppellire la verità.
A large crowd of protesters fills a city intersection at night, with hundreds of people dressed mostly in dark clothing. Many wear face masks and hold up phones, while small fires or flares glow in the distance. Bright shop signs and traffic lights illuminate the scene
Il Rischio di una Visione Limitata
Un altro rischio è che questa crisi sia vista solo attraverso la lente di...
