Il Brano più Difficile e il Desiderio di Teatralità
Michele Bravi è stato l’ospite del format “Bestiario Pop”, in esclusiva per All Music Italia da Casa Bontempi, curato da Michele Monina e Luccioola. L’artista, che parteciperà a Sanremo 2026 con il brano “Prima o poi”, ha rilasciato interviste senza filtri, affrontando temi profondi e momenti di ironia. Durante l’incontro, è stata posta una domanda a sorpresa da Selvaggia Lucarelli e l’artista ha raccontato il suo duetto con Fiorella Mannoia.
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Prima o Poi: Una Sfida Vocale e Musicale
Per Michele Bravi, questo è il terzo Festival di Sanremo. Tuttavia, “Prima o poi” rappresenta una sfida inedita. “È il pezzo più difficile che ho portato vocalmente e musicalmente qua a Sanremo”, ha dichiarato. Nonostante la complessità del brano, Bravi si sente più rilassato che mai.
Laura Pausini sul palco dell'Ariston durante la seconda serata del Festival di Sanremo 2026. Ph Virginia Bettoja
“Non ho la percezione di andare a cantare stasera, ho la percezione di andare a raccontare una storia. È quasi più recitazione che canzone”. Il brano trae ispirazione dal mondo britannico, con influenze Beatles e musical. La sua caratteristica principale è la teatralità marcata, che richiede un arco narrativo preciso.
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L'Arco Narrativo e il Desiderio di "Cazzeggio"
Il brano necessita di un arco narrativo ben definito, simile a quello presente nel teatro. “Nel teatro è necessario l’arco romantico: inizio, evoluzione…”. Bravi ha espresso il desiderio di esplorare una dimensione più “di cazzeggio” nella sua musica, sebbene non abbia mai realizzato questo obiettivo. L'artista ha descritto la sua musica come una dimensione teatrale, quasi una recitazione, piuttosto che una semplice canzone.
Il brano si ispira al mondo britannico, tra Beatles e musical, con una teatralità marcata.
