Nuovi Casi di Pancreas e il Ruolo delle Mutazioni BRCA
Nel 2024 in Italia sono stati stimati quasi 14mila nuovi casi di tumore del pancreas. Circa il 7% dei pazienti affetti da questa neoplasia presenta una mutazione dei geni BRCA1 o BRCA2, un sottogruppo che ora apre la strada a una prospettiva terapeutica mirata. La decisione dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) di approvare la rimborsabilità di olaparib come terapia di mantenimento rappresenta un’importante novità.
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Studi Clinici e Risultati dello Studio POLO
L’efficacia di olaparib, un inibitore PARP, è stata dimostrata nello studio internazionale di fase III POLO, pubblicato sul New England Journal of Medicine. Il trial ha coinvolto 154 pazienti con tumore del pancreas metastatico BRCA mutato che avevano ottenuto stabilizzazione di malattia dopo chemioterapia con platino. La sopravvivenza libera da progressione è risultata quasi raddoppiata: 7,4 mesi con olaparib contro 3,8 mesi con placebo, con una riduzione del rischio di progressione del 47%. Inoltre, anche la sopravvivenza a tre anni ha mostrato un vantaggio: 33,9% nel gruppo trattato rispetto al 17,8% nel gruppo placebo.
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Terapia di Mantenimento e Mutazioni BRCA1/2
La decisione dell’AIFA riguarda l’approvazione di olaparib come terapia di mantenimento per pazienti con adenocarcinoma pancreatico metastatico portatori di mutazione germinale BRCA1/2, la cui malattia non sia progredita dopo almeno 16 settimane di chemioterapia a base di platino. Questo approccio terapeutico si concentra sull’utilizzo di farmaci mirati, come olaparib, per bloccare la crescita delle cellule tumorali che presentano queste specifiche mutazioni genetiche. La sopravvivenza libera da progressione significativamente migliorata, come evidenziata dallo studio POLO, suggerisce un potenziale beneficio a lungo termine per i pazienti con questa caratteristica genetica.
