La “sbobba digitale”, o AI slop in inglese, ha ormai invaso quasi ogni spazio dell’esperienza online, colonizzando in modo particolare i feed dei social network. Se in alcuni casi questi contenuti generati automaticamente possono sembrare curiosi o perfino divertenti, nella maggior parte delle situazioni si rivelano ripetitivi, di scarsa qualità, quando non apertamente ingannevoli. Molte piattaforme tollerano senza troppe restrizioni questa deriva, ma altre stanno iniziando a intervenire offrendo agli utenti strumenti per limitarne la diffusione e riprendere, anche se parzialmente, il controllo dei contenuti suggeriti in bacheca, come nel caso di Pinterest.
La Diffusione della “Sbobba Digitale”
La “sbobba artificiale” ha invaso Pinterest. Pinterest è un motore di ricerca visiva e piattaforma di social network lanciato nel 2010 con l’obiettivo di aiutare gli utenti a trovare «idee come ricette, progetti per la casa, ispirazione di stile e non solo. In sostanza, funziona come una grande bacheca digitale dove è possibile “appuntare” immagini o altri contenuti, un po’ come si faceva con le lavagnette di sughero e le puntine o con i fogli attaccati al frigorifero tramite magneti. I materiali salvati vengono organizzati per temi o categorie e possono essere condivisi con gli altri membri della community.
La Risposta di Pinterest: Controllo e Organizzazione
Per anni il sito è rimasto privo di... Tuttavia, Pinterest ha iniziato a implementare strumenti per contrastare la proliferazione della “sbobba digitale”. La piattaforma ha introdotto funzionalità che consentono agli utenti di organizzare i propri “pins” in bacheche tematiche, facilitando la ricerca di contenuti specifici e di alta qualità. Questo approccio mira a restituire agli utenti il controllo sull'esperienza di ricerca visiva, contrastando la tendenza a ricevere suggerimenti generici e di bassa qualità.
L'obiettivo è quello di trasformare Pinterest da una semplice raccolta di immagini a uno strumento di ispirazione e scoperta mirata.
