Rischio Bisfenolo A: Concentrazione nelle Bevande in Lattina
Dal gennaio 2025, l’Unione Europea ha introdotto un divieto sull’uso del Bisfenolo A (BPA) nei materiali destinati al contatto con gli alimenti. Questa decisione ha implicazioni dirette per le lattine utilizzate per confezionare una vasta gamma di prodotti alimentari, inclusi legumi, energy drink e, più in generale, bevande in metallo. Le lattine, tradizionalmente rivestite internamente con resine contenenti BPA, sono diventate un veicolo di esposizione a questa sostanza chimica.
Sostienici
Consumo di Bevande in Lattina e Esposizione al BPA
Un numero significativo di consumatori italiani, in particolare i bambini, consuma quotidianamente bevande zuccherate, spesso in lattine. Questo include bevande dolcificate artificialmente, prodotti con stevia e bibite energetiche, anch'esse prevalentemente confezionate in lattine. L'acqua, sempre più frequentemente, viene venduta in lattine. La preoccupazione principale riguarda la contaminazione di queste bevande industriali da parte del Bisfenolo A (BPA), presente nei rivestimenti interni delle lattine.
Rogoredo, La Russa ricorda la lezione di Almirante: «Pena giusta per chi delinque, doppia se è un poliziotto
Il BPA è una sostanza chimica ampiamente utilizzata da decenni per la produzione di plastiche e resine.
Chef Rubio rivendica gli insulti a David Parenzo anche in Tribunale: “Lo confermo, sostieni il terrorismo ebraico”
Il Bisfenolo A: Materiali e Rischi
Il BPA si trova principalmente nel policarbonato, una plastica rigida trasparente utilizzata per la realizzazione di contenitori per liquidi, in particolare acqua. È presente anche in altri materiali impiegati per rivestire barattoli e lattine per bevande e alimenti. La preoccupazione deriva dal fatto che il BPA può migrare dai materiali di confezionamento all'interno del prodotto alimentare, consentendo un'esposizione diretta per i consumatori. Studi scientifici hanno associ l'esposizione al BPA a potenziali rischi per la salute, tra cui problemi di infertilità e, secondo alcune ricerche, un possibile legame con lo sviluppo di tumori.
La decisione dell'Unione Europea mira a ridurre l'esposizione a questa sostanza chimica attraverso il divieto di utilizzo nei materiali di confezionamento alimentare.
