La nebbia, quando è fitta davvero, non si limita a nascondere le cose: le cancella. Trasforma l’orizzonte in un’ipotesi, il paesaggio in un’astrazione. Nel febbraio del 2025, mentre l’elicottero di Lorenzo Rovagnati si sollevava lentamente dal suolo, quella nebbia aveva proprio questa qualità: non lasciava spiragli, non suggeriva vie di fuga. Era un ambiente chiuso, saturo, ostile.
Uno di quei contesti in cui l’aviazione, anche la più moderna, torna improvvisamente primitiva. Il decollo non fu un gesto automatico, ma un atto di fiducia. Una fiducia che durò pochi minuti.
Analisi Tecnica e Cause dell’Incidente
Quando, pochi mesi fa, la relazione tecnica ha messo nero su bianco le cause dell’incidente, le parole sono state quelle consuete del linguaggio aeronautico: errore di pilotaggio, condizioni meteorologiche proibitive, perdita di riferimento. Termini corretti, necessari, ma incapaci di restituire il senso profondo di ciò che era accaduto. Perché dietro quei termini si nasconde sempre una scelta iniziale, spesso silenziosa: decidere di partire anche quando tutto, dall’ambiente al buon senso, suggerirebbe di aspettare. La relazione tecnica ha documentato le circostanze dell’evento, focalizzandosi su elementi oggettivamente misurabili e identificabili come fattori contributivi.
L'analisi si è concentrata sull'errore di pilotaggio, attribuendo la responsabilità a una potenziale mancanza di attenzione o a una decisione di volo non conforme alle procedure standard. Le condizioni meteorologiche proibitive, caratterizzate da una densa nebbia che limitava la visibilità, sono state considerate un elemento aggravante. La perdita di riferimento, dovuta alla scarsa visibilità, ha contribuito alla difficoltà di orientamento dell'elicottero.
La Costanza del Rischio nell'Aviazione
Questa dinamica non è un’eccezione. È, piuttosto, una costante che attraversa la storia del volo. La decisione di procedere nonostante l’ambiente ostile e le limitazioni imposte dalle condizioni meteorologiche rappresenta un elemento intrinseco alla professione di pilota e, più in generale, alla pratica dell'aviazione. La fiducia nel proprio giudizio, unita alla necessità di raggiungere una destinazione, può portare a scelte che, in circostanze normali, sarebbero considerate rischiose.
Il 6 luglio 1986, Giorgio Aiazzone, imprenditore torinese di primo piano, salì a bordo del suo aereo per quello che avrebbe dovuto essere...
