Accusa di Omicidio Volontario e Indagini in Corso Carmelo Cinturrino è stato arrestato dai suoi colleghi nelle prime ore di questa mattina. È accusato di omicidio volontario di Abderrahim Mansouri, avvenuto a Rogoredo il 26 gennaio 2026. L’omicidio è stato commesso da un assistente capo della Polizia con un colpo di pistola alla fronte. Altre quattro colleghi di Cinturrino sono stati indagati per favoreggiamento.
Il provvedimento restrittivo è basato su approfondimenti investigativi condotti dalla Squadra Mobile e dal Gabinetto Regionale Polizia Scientifica della Polizia di Stato, con il coordinamento della Procura della Repubblica.
Zack Mansouri, ucciso a Rogoredo. A sinistra la portineria dove lavora la compagna di Cinturrino, indagato per l'omicidio del pusher
La Ricostruzione della Dinamica
Le indagini, culminate nell’arresto di Cinturrino, si sono basate su una serie di elementi raccolti dagli inquirenti. Tra questi, le testimonianze fornite dagli investigatori, l’analisi di filmati di sorveglianza e di dispositivi telefonici, e accertamenti di natura tecnico scientifica. Questi elementi hanno permesso di ricostruire la dinamica dell’evento che ha portato alla morte di Mansouri. La Procura della Repubblica ha coordinato le attività delle diverse unità operative coinvolte, con l’obiettivo di stabilire con precisione le responsabilità e le circostanze che hanno portato all’omicidio.
MOMPIANI
Il Racconto di Cinturrino
Il 26 gennaio 2026, Cinturrino aveva raccontato di aver sparato un colpo che ha ferito mortalmente Mansouri alla testa, sopra l'orecchio destro, perché l'uomo impugnava una pistola e gliela aveva puntata contro. Secondo la sua versione, si trattava di un atto di legittima difesa e di una reazione a una situazione di "paura". Cinturrino ha affermato di aver agito per proteggere se stesso e i suoi colleghi.
Il bazar della droga nell'area della stazione di Milano Rogoredo dove è avvenuta la sparatoria
Complesse Analisi e Interrogatori
Le indagini sono state caratterizzate da un’analisi approfondita dei dati raccolti, inclusi gli interrogatori degli altri quattro agenti presenti quel pomeriggio al controllo anti-spaccio e indagati per favoreggiamento. Le complesse analisi hanno portato alla luce elementi che contraddicevano la versione iniziale fornita da Cinturrino. Ulteriori accertamenti hanno evidenziato incongruenze nel racconto del poliziotto, sollevando dubbi sulla veridicità della sua testimonianza. Le indagini continuano a focalizzarsi sulla ricostruzione precisa degli eventi e sulla valutazione delle prove raccolte.
