Il gigante dei social media Meta ha suscitato notevoli controversie con un brevetto riguardante la simulazione di utenti defunti tramite intelligenza artificiale. La notizia, diffusa da diversi canali social, ha sollevato interrogativi sulla potenziale capacità dell'azienda di “resuscitare” gli account di utenti scomparsi, utilizzando modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) per replicare il loro stile di pensiero e risposta.
Il Brevetto US12513102B2
Il brevetto, depositato nel 2023 e con Andrew Bosworth, CTO di Meta, come autore principale, descrive uno strumento per simulare il comportamento di un utente in determinate circostanze. Il documento propone l'utilizzo di modelli di intelligenza artificiale, addestrati su anni, se non decenni, di post e produzione scritta dell'utente defunto, per generare risposte e contenuti simili a quelli prodotti durante la vita. L'idea è che un account, precedentemente associato all'utente scomparso, potrebbe essere sostituito da un modello di IA in grado di rispondere come l'utente avrebbe fatto in passato.
La Dichiarazione di Meta e la Fine del Progetto
Nonostante la diffusione della notizia, Meta ha rilasciato una dichiarazione a Business Insider, specificando che “non ci sono piani per proseguire con questo progetto”. Il portavoce ha sottolineato che il brevetto esiste, ma il progetto di “riportare in vita” gli utenti defunti tramite intelligenza artificiale è stato abbandonato. La notizia ha rapidamente portato a definire il progetto come “già morto prima di nascere”.
L'Utilizzo di LLM e la Simulazione del Comportamento
Il brevetto si basa sull'utilizzo di Large Language Model, modelli di machine learning in grado di comprendere e produrre testo, e che sono stati parametri per replicare gli stilemi di pensiero e risposta di utenti defunti. L'obiettivo è quello di creare un'interazione artificiale che imiti il comportamento passato dell'utente, basandosi sui suoi dati di comunicazione.
