L'indagine sulla morte di Domenico Caliendo, un bambino di 2 anni affetto da cardiomiopatia dilatativa, ha portato alla luce una serie di errori e negligenze che hanno portato alla sua morte. L'evento fatale si è verificato tra le 9 e le 11 del 23 dicembre all'ospedale San Maurizio di Bolzano, in due ore cruciali che hanno determinato il destino del bambino.
Le Fasi Iniziali: Dalla Partenza al Contenitore Errato
La vicenda inizia con la partenza da Napoli del cuore destinato a Domenico. Il trasporto è avvenuto all'interno di un contenitore inadatto, contenente ghiaccio secco anziché acqua, come previsto. Questo errore, commesso tra le 9 e le 11 del 23 dicembre, ha rappresentato il primo, ma significativo, passo nella catena di eventi che ha portato alla morte del bambino. Le indagini, condotte dai Carabinieri del NAS e da una commissione ispettiva di dieci membri, hanno evidenziato una serie di omissioni e negligenze da parte del personale medico e infermieristico dell'ospedale San Maurizio.
Il Momento Critico: La Trasformazione del Cuore
Il momento chiave, l'errore fatale che ha causato la morte di Domenico, si è verificato tra le 9 e le 11 del 23 dicembre all'ospedale San Maurizio di Bolzano. In quelle due ore, il cuore nuovo, destinato al bambino napoletano, è stato trasformato in un elemento letale. La scoperta in sala operatoria, il silenzio con la madre e l’immediato ingresso in coma del bambino hanno segnato l’inizio di un’inutile corsa contro il tempo.
L'Indagine e le Responsabilità
Le verifiche condotte dai Carabinieri del NAS e dalla commissione ispettiva, che hanno analizzato i 60 giorni di calvario, hanno ricostruito la catena di errori, omissioni e negligenze. L'indagine ha individuato due momenti cruciali per l'individuazione delle responsabilità. Il 22 dicembre è stato rilevato un alert del box.
