Modificazioni Cerebrali in Astronauti a seguito di Missioni Spaziali

Pubblicato: 21/02/2026, 07:23:292 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Esteri
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Modificazioni Cerebrali in Astronauti a seguito di Missioni Spaziali

Analisi MRI su 26 Astronauti

Un team di ricercatori della Florida State University ha condotto un'analisi approfondita, utilizzando scansioni MRI, su 26 astronauti. L'obiettivo dello studio era valutare l'impatto dell'esposizione alla microgravità sul sistema nervoso centrale.

Risultati dell'Indagine

I risultati dell'indagine hanno rivelato una correlazione diretta tra la durata dell'esposizione alla microgravità e la movimentazione dell'attività cerebrale all'interno del cranio. Più a lungo un individuo trascorre in un ambiente di microgravità, maggiore è la distanza che il cervello si sposta all'interno del cranio. Lo studio, pubblicato sulla rivista PNAS, ha evidenziato che questa variazione si manifesta in un'espansione e deformazione del cervello verso l'alto e verso l'alto-retro, durante il volo spaziale. Le modifiche sono state più evidenti negli astronauti che hanno trascorso periodi prolungati nello spazio.

Implicazioni per le Future Missioni

Questi risultati rappresentano un dato di fondamentale importanza, considerando che la NASA prevede missioni sempre più lunghe, come ad esempio la creazione di una base lunare. Tali progetti metteranno a dura prova l'organismo degli astronauti, richiedendo una comprensione più approfondita degli effetti della microgravità sul corpo umano. La ragione alla base di questo fenomeno risiede nel fatto che, sulla Terra, la gravità esercita una forza che "tira" i fluidi e gli organi verso il basso, mentre in assenza di gravità, questa forza non è presente. Di conseguenza, il cervello, in assenza di questa pressione, "fluttua" all'interno del cranio.

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Un effetto collaterale osservato è l'arrossamento temporaneo del viso degli astronauti, dovuto alla mancanza di gravità che impedisce al sangue di drenare dalle estremità.

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